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L’apertura di una partita IVA non è solo un vantaggio, ma comporta anche il rispetto e l’osservanza di una serie di obblighi. Uno dei principali è l’emissione della doppia fattura, di cui una copia riservata la cliente, per ogni servizio e/o prodotto offerto e/o venduto dall’azienda. Poi c’è l’emissione dello scontrino o, in alternativa della ricevuta.

Dal punto di vista fiscale, l’IVA va liquidata e versata. Le liquidazioni IVA devono essere effettuate ogni mese o trimestre, senza mai superare il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di riferimento. Invece, i versamenti vanno effettuati tenendo conto delle liquidazioni periodiche dell’IVA. Vanno effettuati tramite modello F24, il quale è annuale e andrà pagato entro il 15 marzo di ogni anno.

Ogni volta che viene emessa una fattura, la stessa va registrata all’interno di appositi registri. La detrazione dell’IVA è lecita per quelle attività soggette ad imposta.

La legislazione in materia fiscale obbliga i possessori di partita IVA ad effettuare una dichiarazione Unificata mediante Modello Unico, all’interno del quale è contenuta la dichiarazione IVA, quella dei redditi e dei sostituti di imposta; in alternativa, la dichiarazione può essere effettuata in forma Separata.

Siccome molte attività commerciali e non dispongono di una piattaforma Web, chi apre una partita IVA per dare vita ad una nuova attività e vuole anche proporla online, è obbligato ad esporre in numero di partita IVA nella Home Page del sito dell’azienda; i trasgressori saranno costretti a pagare una sanzione di 2.000 euro circa.

Dato che negli ultimi anni le aziende spesso ricorrono a collaborazioni coi titolari di partita IVA, il governo ha imposto che ci sia una certa contiguità, non solo logica, ma anche normativa, di queste collaborazioni professionali, indipendentemente se siano occasionali, autonome o a progetto. Ciò significa che i contratti a Partita IVA verranno disciplinati alla strega di un contratto a tempo indeterminato.