benzina

Le accise tornano a superare quota 34 miliardi. Il gettito arriva dalle entrate dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ossia da prelievi effettuati sui prodotti energetici, come gas naturale ed energia elettrica, sulla birra e le altre bevande alcoliche, sull’imposta che cade sui consumi di oli lubrificanti ed entrate correlate. Anche se le aliquote sono rimaste praticamente invariate, negli ultimi cinque anni le entrate hanno avuto una leggera crescita, grazie soprattutto all’aumento dei consumi.

La maggiore parte degli introiti (75%) garantiti dalle accise sono arrivati dal consumo di carburanti e combustibili (benzina e gasolio). A seguire, l’accisa sul gas naturale per combustione domestica (10%) e quella sull’energia elettrica (8%). In totale, i prodotti energetici coprono il 92,9% della somma totale. Il rimanente arriva da alcol e bevande alcoliche (1,9%) e dalla birra (2,2%). Per quanto riguarda quest’ultima, un dato merita attenzione: nonostante l’aliquota dell’accisa sia stata ridotta, la somma incassata ha avuto un leggero incremento, pari a circa 70 milioni di euro nel triennio 2016-2018 rispetto a quello precedente.

Sempre nel 2018, nonostante siano diminuiti i controlli positivi, i maggiori diritti accertati hanno subito un aumento: dai 309 milioni di euro del 2016 ai 401 milioni nel 2018. Ciò sta ad indicare come l’attività di controllo da parte dell’Agenzia sia diventata sempre più efficace rispetto ai due anni precedenti; questo dato viene anche confermato dalla crescente tendenza, a partire dal 2016, del valore del Mda per ogni singolo controllo.

Altro dato positivo viene mostrato dall’andamento del contenzioso sulle accise: anche se il numero è aumentato nel 2018 (1.289 nuove vertenze rispetto alle 995 del 2017), le pendenze nei confronti dell’Agenzia hanno avuto meno esiti negativi, passando dal 16,7% del 2017 al 13,5% del 2018.