fattura elettronica

Nessuna adesione ai servizi di consultazione delle fatture elettroniche messi a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate? Niente paura: non ci saranno rischi fiscali. Grazie al chiarimento, si spera definitivo, da parte dell’amministrazione finanziaria, i contribuenti italiani, entro il 31 ottobre, possono decidere se farlo o meno.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce il concetto affermando che “la mancata adesione al servizio di ‘Consultazione’ non rappresenterà di per se un elemento di valutazione nell’ambito dell’attività di analisi del rischio condotta dall’Agenzia delle entrate”. Quindi, come detto sopra, i contribuenti hanno finalmente la libertà di scegliere e senza il rischio di incorrere in qualche sanzione, a patto che lo facciano entro il prossimo 31 ottobre.

Questa precisazione da parte dell’Agenzia era doverosa, soprattutto per sciogliere un dubbio che molti contribuenti avevano: essere considerati evasori nel caso in cui non aderivano al servizio di consultazione delle fatture elettroniche. Con tutta probabilità, la scelta dell’amministrazione finanziaria si spiega con esigenze di protezione e tutela dei dati contenuti nella parte descrittiva delle fatture elettroniche, così come enunciato dal Garante delle privacy.

Cosa comporta la mancata adesione a tali servizi? Per il contribuente nulla, ma per l’Agenzia delle Entrate si tratterà di distruggere obbligatoriamente i dati contenuti nella parte centrale delle fatture elettroniche immediatamente dopo la veicolazione delle stesse con il sistema di interscambio. Questa operazione cambierà il quadro di controllo e verifica fiscale.

Quando l’Agenzia delle Entrate potrà evitare di distruggere i dati? Nel momento in cui sottoporrà nuovamente l’intero processo al Garante della privacy. Una volta ottenuto il nulla osta da quest’ultimo, i dati potranno essere utilizzati in chiave accertativa.