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I risparmiatori depauperati dal fallimento di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti saranno ulteriormente rimborsati. La seconda fase, partita da poco, si rivolge a quelli obbligazionisti frodati e che hanno già ottenuto un rimborso pari all’80% del capitale investito.

L’ulteriore integrazione del 15% potrà essere da loro richiesta facendo domanda al Fondo di solidarietà, il quale è sotto l’egida del Fondo interbancario di tutela dei depositi. Il capitale che il Fondo deve coprire è quello per azioni e obbligazioni subordinate che sono state emesse dalle 4 banche fallite dal 17 novembre 2015 all’1 gennaio 2018. Dovranno ancora attendere gli azionisti prima di poter fare domanda di rimborso.

Chi è interessato a presentare domanda può informarsi sul portale informativo del Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), andato online dal 1° luglio. Però, per adesso, bisogna attendere il prossimo decreto ministeriale, il quale molto probabilmente darà il là entro la fine di luglio.

La cattiva notizia è l’aumento delle sofferenze bancarie. Il rallentamento economico in Italia non ha fatto altro che far calare consumi ed investimenti. L’allarme è stato lanciato dall’Abi durante l’incontro del 3 luglio con i sindacati. L’innovazione digitale, e il conseguente mutamento del business, è una sfida che sta creando non poche difficoltà al settore bancario, vessato da minore produttività e redditività.

A soffrire maggiormente sono i piccoli istituti bancari. Quindi, la crescita delle sofferenze, legate ai crediti deteriorati, è la naturale conseguenza. Secondo l’Abi, dall’1,4% dello scorso anno si passerà al 2% nel quarto trimestre del 2019. Previsto anche il calo degli utili netti delle banche nel biennio 2019-2020. Dalla previsione precedente, che parlava di 27,8 miliardi di euro, i profitti saranno invece di 20,2 miliardi di euro (-7,6 miliardi).