Fra le diverse sanatorie entrate a far parte della cosiddetta “Pace fiscale” ne spunta una che riguarda anche il mancato pagamento del bollo auto fra il 2000 e il 2010.

A precisarlo, una recente sentenza della Corte di Cassazione, la quale ha deliberato la decadenza delle situazioni in sospeso a seguito dell’entrata in campo della rottamazione delle cartelle esattoriali. Il che significa, in parole più semplici, che anche i debiti legati al mancato pagamento del bollo auto rientrano nel decreto fiscale che mira a liberare gli italiani dalle cartelle di pagamento inferiori o uguali a 1.000 euro.

La sentenza della Corte ci dice una cosa in più, però, e cioè che non è tanto il bollo auto in quanto tale ad essere oggetto dello stralcio, quanto la cartella esattoriale emessa conseguentemente al mancato versamento dell’imposta. E considerato il fatto che fino al 2010 l’importo medio della tassa automobilistica era inferiore ai 1.000 euro annui, queste cartelle rientrano perfettamente nei limiti stabiliti dalla legge per lo stralcio e per il loro successivo annullamento.

La sanatoria, inoltre, riguarda anche quanti hanno un contenzioso con il fisco in corso d’opera o che hanno fatto ricorso contro il pagamento del bollo auto. La sentenza della Corte infatti mette ordine anche in questo caso, perché di fatto interviene con la cessazione della materia del contendere.

Tra le altre cose, la Corte di Cassazione ha stabilito che “ai fini del conseguente discarico, senza oneri amministrativi a carico dell’ente creditori, e dell’eliminazione dalle scritture patrimoniale, l’agente della riscossione trasmette agli enti preposti l’elenco delle quote annullate in via telematica, coerentemente alle specifiche tecniche di cui all’allegato 1 del decreto direttoriale del Mef del 15 giugno 2015”.