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Fisco, debito e pensioni bocciate dalla Commissione europea e spread a 285 punti base: questo è accaduto ieri. Il Governo italiano incassa la “batosta” e chiede al Mef di creare una squadra che lavori su una manovra finanziaria correttiva onde evitare le sanzioni da parte dell’Unione Europea.

Pierre Moscovici, commissario agli Affari economici, ha lasciato una porta aperta all’Italia poiché la procedura d’infrazione è per adesso solo teorica. Bruxelles attenderà sviluppi nelle prossime settimane ed osserverà attentamente come si muoverà il governo gialloverde.

Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea, è stato limpido: “Per far scendere deficit e debito, l’Italia deve riconsiderare la sua traiettoria di bilancio. Ciò che sta accadendo può influenzare anche gli altri Paesi membri. L’economia in Italia cresce più lentamente rispetto al resto dell’Ue. Misure come Quota 100 hanno mostrato quanto essa sia vulnerabile”.

Attualmente, il debito pubblico è al 133,7% del PIL (+1,7 rispetto a fine 2018), e le previsioni per il 2020 parlano di un 135,2%. La procedura, quindi, si giustifica con la violazione dei parametri comunitari nel 2019 e 2020.

“Le scelte politiche del governo italiano sono state dannose, la spesa per gli interessi più alta delle nostre previsione della primavera 2018”, ha dichiarato Dombrovskis. “Quelle su output gap e crescita potenziale non sono inezie come alcuni pensano. Il problema macroeconomico è reale”.

Secondo la Commissione europea, per rimettere a posto i conti, legge Fornero e Quota 100 vanno riviste, la battaglia contro l’evasione fiscale deve essere serrata, magari rafforzando l’utilizzo obbligatorio dei pagamenti elettronici e abbassare il tetto dei pagamenti in contanti. Inoltre, andrebbe abbassata la tassazione sul lavoro poiché in Italia c’è ancora troppa differenza tra il costo del lavoro e la retribuzione.