Banca Carige

Banca Carige può tirare un sospiro di sollievo: la BCE ha concesso all’istituto altro tempo per trovare qualcuno che la salvi. Nessuna “data di scadenza” fissata; molto probabilmente, la questione andrà oltre le elezioni europee. Intanto, il governo ha appreso la notizia come una liberazione, in quanto trovare una soluzione prima del voto era non solo impossibile ma anche politicamente molto rischioso.

Ma il sospiro di sollievo per l’esecutivo giallo-verde è solo momentaneo. Stando ad alcune voci, Blackstone a Warburg Pincus, i due potenziali investitori interessati all’acquisizione di Carige, sembrano in procinto di ritirarsi. Ciò si tramuterebbe nell’immancabile intervento dello Stato per salvare la banca, quindi dei contribuenti italiani. Insomma, quanto da sempre affermato dalle due forze politiche sul non voler far gravare ai cittadini la cattiva gestione delle banche andrebbe a farsi benedire.

Intanto, al di là del caso Carige, Unicredit e Intesa San Paolo stanno manifestando segni di inquietudine, a causa del nuovo aumento dello spread e del clima di tensione all’interno del governo. Di Maio e Salvini, in piena campagna elettorale, stanno trascurando i pesanti rischi direttamente connessi alla manovra finanziaria.

Carlo Messina, Amministratore Delegato di Intesa Sanpaolo, da un lato ha ammesso il buon lavoro fatto dal governo in sede di approvazione della famigerata Legge di Bilancio, ridando credibilità al Paese agli occhi di Bruxelles, dall’altro però lo ammonisce affermando che, dopo il voto europeo, dovrà forzare le cose per risolvere il problema del debito attraverso una forte operazione di privatizzazione degli immobili, in modo da fare ripartire la crescita anche in deficit.

Inoltre, Messina ha avvisato il governo sull’impossibilità di offrire ulteriore finanziamenti a Carige. “L’aumento dello spread è costato 10 miliardi di capitalizzazione”, ha dichiarato Messina.