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La proposta avanzata dal governo sull’introduzione dei minibot sta suscitando non poche polemiche. Di cosa si tratta esattamente? Di una moneta parallela creata appositamente per saldare i debiti con la Pubblica Amministrazione. A favorirne dovrebbero essere le imprese.

In pratica, questa nuova moneta affiancherebbe l’euro, ma sarebbe utilizzabile solo per pagare le tasse. Sono più di 25 anni che l’Italia spende più di quanto incassa; l’indebitamento è in continua crescita, generato dai pagamenti nei confronti dei dipendenti statali, per le pensioni e Minibot per pagare le tasse: di cosa si tratta?l’assistenza sanitaria.

Tecnicamente, i minibot sono dei buoni ordinari del Tesoro di piccolo taglio e utilizzati esclusivamente per pagare i debiti alle imprese, alla P.A. Lo scopo è quello di evitare che il debito cresca ulteriormente. Inoltre, i minibot, che hanno un valore compreso tra i 10 ed i 100 euro, potranno essere utilizzati per saldare i debiti che il Fisco ha nei confronti dei cittadini, come ad esempio i crediti IVA.

Quanto detto sopra chiarisce un concetto fondamentale: il minibot o moneta fiscale serve solo per pagare debiti senza accumularne altri, considerando la situazione tragica in cui versa l’Italia. In più, coloro che hanno partorito questa idea vorrebbero ampliarne l’accesso anche a famiglie ed imprese mediante degli sconti fiscali, oppure trasformarli in veri e propri titoli trasferibili da famiglie ad imprese o viceversa.

Coloro che criticano questa idea sono convinti che con essa lo Stato rischierebbe di contrarre ulteriore debito, peggiorando ulteriormente la situazione. Altro aspetto da non trascurare è che questa moneta fiscale è limitata al territorio nazionale e quindi non utilizzabile in altri paesi. Solo le imprese che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione potranno usufruirne.