blockchain

La blockchain non riguarda solo le criptovalute, ma potrebbe rappresentare il futuro dei servizi finanziari. Nel mercato assicurativo rappresenta il nuovo che avanza, in grado di ridurre i costi, accelerare le transazioni, distribuire meglio il rischio.

Naturalmente, prima di adottare tale approccio bisogna fare alcune valutazioni. Per prima cosa, un’accettazione troppo rapida potrebbe generare dei rischi non calcolati, ma di contro attendere troppo escluderebbe le assicurazioni dall’ambito della competitività.

Il settore assicurativo già da tempo sta studiando attentamente l’utilizzo della blockchain. Ma il ciclo di hype ha dimostrato che tale tecnologia non è ancora totalmente pronta, almeno non prima che tutte le implicazioni vengano esplorate. Intanto, agli assicuratori è stata data un’ardua scelta: adottarla o meno. Se lo fanno, dovranno aspettare 3-5 anni per sapere se la scelta è stata quella giusta.

Utilizzare la blockchain significherebbe influenzare in modo positivo alcuni processi interni, come l’acquisizione del cliente, la gestione dello stesso, la prevenzione delle frodi, ecc. Laddove è stata già adottata, si sono verificati evidenti benefici, tra cui il miglioramento della costumer experience e la riduzione dei costi operativi, soprattutto tramite l’utilizzo degli smart contract, i quali aumenterebbero la velocità di elaborazione dei reclami e aiuterebbero a ridurre i costi e gli errori insiti nell’elaborazione manuale.

Un caso di applicazione pratica potrebbe essere quello in cui si deve attivare un trasferimento automatico del rimborso nel caso in cui il cliente, dopo un sinistro stradale, porta la vettura da un meccanico certificato per la riparazione.

Nei casi più complessi, potrebbero essere coinvolti servizi tipo Oracle, il quale raccoglie varie informazioni dal mondo. Ad esempio, un’assicurazione stipulata sulle colture potrebbe essere controllata dal sistema Oracle, il quale vaglierebbe a cadenza periodica i dati meteorologici e gli inserirebbe all’interno della blockchain. Questi dati sarebbero successivamente letti da uno smart contract, il quale attiverebbe un reclamo per il rimborso assicurativo nel caso in cui il maltempo persisterebbe.