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La diatriba sul bagaglio a mano va avanti. Ryanair e Wizz Air sono state multate dall’Antitrust per la loro nuova politica sui bagagli a mano ritenuta ingannevole; policy che alla compagnia irlandese è costata la bellezza di 3 milioni di euro di multa, e che alla società ungherese è invece costata 1 milione di euro. Ora le due società avranno 60 giorni di tempo per comunicare all’Antitrust le misure adottate per rientrare in quello che è il regolamento europeo in materia.

Ryanair e Wizz Air sono finite nel mirino dell’authority per aver modificato la loro politica sui bagagli a mano ritenuta a tutti gli effetti una pratica commerciale scorretta. Il fatto è che questa nuova politica tende ad ingannare il consumatore su quello che è l’effettivo prezzo del biglietto, poiché di fatto la tariffa base non include più quello che è un elemento fondante del contratto di trasporto aereo, vale a dire il trasporto del bagaglio a mano grande.

Secondo l’istruttoria, le due compagnie consentono di portare in cabina una sola borsa piccola da collocare sotto il sedile anteriore, mentre “per il nuovo servizio a pagamento si avvalgono dello spazio normalmente dedicato al trasporto del bagaglio a mano grande, le cappelliere”.

Secondo l’Antitrust, la stragrande maggioranza dei viaggiatori tende a partire con un bagaglio a mano grande, e questo sarebbe un ulteriore elemento che dimostra come il trasporto di un bagaglio a mano grande sia normale per chiunque viaggi, e che essendo normale non possa essere considerato un servizio aggiuntivo da pagarsi a parte. L’idea quindi di far pagare ai passeggeri un costo extra compreso tra i 5 e i 25 euro per il trasporto del bagaglio a mano grande è del tutto sconsiderata.

Tra l’altro il consumatore medio, proprio perché ritiene che il bagaglio a mano grande sia normalmente incluso nel prezzo del biglietto, in fase di prenotazione del volo non si aspetta di certo di ritrovarsi una spesa finale lievitata e causata appunto da questo extra inatteso. E questo, fino a prova contraria, pone anche la questione dell’inganno ai danni del consumatore.