La compriamo sempre senza pensarci, ma non tutta la pasta è uguale: la classifica che ti aiuta a scegliere al supermercato.
La pasta, diciamolo, è una certezza. È sempre lì, nella dispensa, pronta a salvarci il pranzo o la cena. E tra tutti i formati, gli spaghetti restano quelli più iconici, quelli che metti nel carrello quasi senza pensarci. Ma basta fermarsi un attimo davanti allo scaffale del supermercato per rendersi conto che le alternative sono tante. E a quel punto una domanda viene spontanea: sono davvero tutti uguali?
Per provare a capirlo, Altroconsumo ha messo sotto la lente alcuni tra gli spaghetti più venduti in Italia, confrontando marchi storici e prodotti della grande distribuzione. Non solo assaggi, ma anche analisi di laboratorio e valutazioni sul rapporto qualità-prezzo.
Il test ha coinvolto 20 marche diverse di spaghetti. Non solo quelli blasonati, ma anche quelli che spesso scegliamo per comodità o prezzo. Le analisi hanno riguardato aspetti fondamentali: sicurezza alimentare, qualità delle materie prime, resa in cottura, gusto e consistenza.
La notizia che fa tirare un sospiro di sollievo riguarda la sicurezza. Rispetto al passato, la presenza di micotossine risulta nettamente ridotta. Pesticidi e glifosato praticamente assenti, con un solo caso rilevato in quantità minime.
Oltre ai numeri, c’è poi l’assaggio. E qui arrivano altre buone notizie. Circa metà dei campioni ha ottenuto giudizi molto positivi dai consumatori, soprattutto per tenuta alla cottura e consistenza al dente. Segno che, anche scegliendo prodotti non necessariamente di fascia altissima, si può portare in tavola uno spaghetto che comunque buono.
Dal punto di vista tecnico, tutti gli spaghetti rispettano il peso dichiarato, non contengono grano tenero e mostrano un contenuto proteico elevato, elemento importante per struttura e qualità finale.
Quando si passa ai punteggi, qualche sorpresa salta fuori. In cima alla classifica troviamo gli Alce Nero Spaghettoni e i La Molisana Spaghetti n.15, entrambi con 82 punti su 100. Subito dietro marchi molto apprezzati, ma anche qualche assenza che fa discutere: De Cecco e Rummo, ad esempio, non entrano nella top ten.
Scorrendo la graduatoria, emergono nomi noti ma anche prodotti della grande distribuzione che si difendono più che bene, dimostrando che la qualità non è sempre una questione di fama.
Un altro aspetto interessante riguarda il costo. I prodotti in vetta alla classifica hanno prezzi molto diversi tra loro. Gli Alce Nero, realizzati con grano Cappelli, sono più cari e arrivano anche oltre i 3 euro per mezzo chilo. La Molisana invece viene venduta cifre decisamente più accessibili.
Ottimo il caso degli spaghetti a marchio Esselunga: prezzo basso, intorno ai 65 centesimi, e una valutazione comunque positiva.
Insomma, scegliere spaghetti buoni non richiede per forza di spendere tanto. Basta leggere con attenzione, conoscere qualche dato in più e magari uscire dal solito automatismo davanti allo scaffale.