Una nuova occasione per chi convive da anni con cartelle fiscali e vorrebbe finalmente fare ordine, senza sanzioni e con rate sostenibili.
È ufficiale: parte la rottamazione quinquies delle cartelle fiscali. In pratica, lo Stato dà la possibilità di chiudere vecchi debiti con il Fisco a condizioni molto più leggere rispetto al passato. Parliamo di somme affidate alla riscossione dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2023.

Il meccanismo è lo stesso che ormai conosciamo dalle precedenti rottamazioni, ma con qualche margine in più. Chi aderisce può mettersi in regola pagando solo l’importo dovuto, senza sanzioni, senza interessi di mora e senza aggio. Rimane solo un interesse annuo del 3% a partire dall’inizio dei pagamenti. Una differenza che, sul totale, pesa eccome.
Come si presenta la domanda per aderire alla rottamazione quinquies
La domanda si presenta esclusivamente online, attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Hai due strade.
La prima è l’area riservata, entrando con SPID o Carta d’identità elettronica. È la via più diretta: compili tutto, invii e ricevi subito una mail di presa in carico con la ricevuta. Quella mail è la conferma che la procedura è andata a buon fine.

In alternativa puoi usare l’area pubblica. In questo caso, dopo l’invio riceverai una mail con un link da cliccare entro 72 ore per convalidare la richiesta. Solo dopo arriverà la conferma definitiva e, entro pochi giorni, la ricevuta.
Attenzione alla data: la domanda va presentata entro il 30 aprile 2026. Dopo l’invio non resta che attendere. Entro il 30 giugno, l’Agenzia comunicherà l’esito con un piano personalizzato: debiti ammessi, importo totale, numero di rate e calendario dei pagamenti, con i bollettini pronti.
Quali debiti rientrano nella rottamazione quinquies
Non tutte le cartelle possono essere rottamate, ed è qui che conviene fare un po’ di chiarezza. Rientrano le imposte dichiarate ma non pagate. Non sono inclusi i debiti mai dichiarati o quelli emersi da accertamenti veri e propri, salvo i controlli automatizzati e formali.

Sono inclusi anche contributi previdenziali e tributi vari, oltre alle multe stradali affidate al Fisco dalle prefetture. Può aderire anche chi aveva già scelto una rottamazione precedente e poi ha interrotto i pagamenti, purché i debiti rispettino i requisiti.
Sono esclusi invece coloro che stanno pagando regolarmente la rottamazione quater ed erano in regola al 30 novembre 2025: per loro non è possibile passare alla quinquies.
Rate, vantaggi e qualche avvertenza finale
Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure a rate, fino a un massimo di 54 rate bimestrali distribuite in nove anni. Ogni rata non può essere inferiore a 100 euro.
Durante il periodo di pagamento, niente nuovi fermi amministrativi, niente ipoteche e nessuna nuova procedura esecutiva. Un bel respiro, soprattutto per chi ha vissuto a lungo con il fiato sul collo.
Occhio però alle scadenze. Basta saltare due rate, anche parzialmente, o l’ultima, per decadere dai benefici. In quel caso, quanto versato resta solo un acconto e il Fisco torna libero di applicare tutte le misure previste.





