Bellissime notizie per i cittadini: gli importi da gennaio in poi saranno più alti. Ma di quanto? E perché? Scopriamolo insieme!
Quando si parla di tasse, di solito, l’entusiasmo non è proprio alle stelle. Eppure stavolta vale la pena fermarsi un attimo, perché qualcosa di concreto nelle buste paga è già cambiato.
cosa cambia davvero con la legge di bilancio 2026

La Legge di Bilancio 2026 non è una di quelle manovre che restano sulla carta o che si fanno sentire solo a fine anno. L’effetto è arrivato subito, nero su bianco, nel cedolino di gennaio. Il punto centrale riguarda l’IRPEF e, nello specifico, uno scaglione che per anni è rimasto un po’ schiacciato tra chi riceveva bonus e chi stava più in alto.
La novità è semplice da spiegare: per la fascia di reddito tra 28.000 e 50.000 euro, l’aliquota scende dal 35% al 33%. Non è un taglio simbolico, ma una riduzione che vale solo per la parte di reddito che rientra in quello scaglione. Le altre aliquote restano dove sono, né più né meno.
Si tratta di un modo per dare un po’ di respiro al ceto medio, quello che spesso si sente dire “guadagna troppo per avere aiuti, troppo poco per stare tranquillo”.
Come si applica il taglio dell’IRPEF
Una delle cose più apprezzabili di questa misura è il modo in cui viene applicata. Niente domande, niente moduli, niente attese infinite. Tutto è partito in automatico, già da gennaio 2026, per chi rientra nei parametri.

Per i dipendenti pubblici gestiti da NoiPA, il cambiamento è visibile direttamente in busta paga. Le trattenute IRPEF sono un po’ più leggere e il netto mensile sale, senza bisogno di aspettare conguagli o rimborsi a fine anno. È uno di quei casi in cui la semplificazione funziona davvero.
Quanti soldi in più ci saranno in un anno?
La domanda che viene spontanea è sempre la stessa: ok, ma quanto si guadagna davvero? La risposta dipende dal reddito. Chi è più vicino ai 28.000 euro sentirà un effetto più contenuto, chi si avvicina ai 50.000 euro avrà un risparmio maggiore.

Su base annua, il beneficio massimo può arrivare a circa 440 euro. Non una cifra che cambia la vita, ma che male non fa. Ed è importante ricordare che non arriva tutta insieme: è distribuita mese per mese, direttamente nei cedolini.
La norma è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di fine dicembre 2025 ed è già operativa. Quindi non si tratta di una promessa, ma qualcosa che sta già producendo effetti concreti.
Se guardando il cedolino di gennaio hai notato un netto leggermente più alto senza capire bene il perché, ora sai da dove arriva. Non è un bonus una tantum, non è un anticipo, ma un cambiamento che rimarrà, e in tempi come questi, anche questo fa la differenza.





