Dopo giorni più miti, l’inverno torna a farsi sentire: temperature in calo, gelo notturno e un possibile cambio di scenario dopo Capodanno.
La sensazione di tregua dal freddo che abbiamo respirato negli ultimi giorni sta per svanire. Quella parentesi con temperature tutto sommato sopportabili, è agli sgoccioli. L’anticiclone sta facendo le valigie e al suo posto arrivano correnti fredde da nord-est.
L’inverno torna a farsi sentire, e lo fa sul serio. Le temperature scenderanno un po’ ovunque, dal Nord al Sud, con valori che in alcune zone finiranno anche 7-8 gradi sotto le medie stagionali. Non sarà però un’ondata di maltempo nel senso classico del termine. Niente piogge insistenti, niente perturbazioni continue. Sarà un freddo secco, pungente, di quelli che ti entra nelle ossa soprattutto di notte.
Dal primo gennaio l’aria fredda di origine balcanica sta investendo buona parte del Paese. Le temperature sono in un calo molto rapido, sia nei valori massimi che in quelli minimi.
Tra la notte di San Silvestro e quella di Capodanno, il termometro è sceso sotto lo zero su vaste aree, comprese molte pianure. I cieli però sono stati in gran parte sereni, dettaglio non da poco: meno nuvole significa maggiore dispersione del calore e quindi gelate diffuse.
Nonostante il calo termico deciso, non ci troviamo davanti a una fase perturbata. L’aria in arrivo è piuttosto secca perché il nucleo più freddo resterà oltre l’Adriatico. Qualche piovasco isolato potrà comparire a tratti, soprattutto all’inizio, ma nulla di organizzato. La neve per il momento dovrà aspettare. Ma l’inverno, quando inizia a muoversi, raramente lo fa a metà.
È in arrivo aria gelida sull’Europa orientale. Questa massa fredda non punterà dritta verso l’Italia, ma sceglierà una strada più lunga: aggirerà le Alpi, attraverserà l’Europa centrale e si riverserà verso Francia, Spagna e Mediterraneo occidentale. È qui che lo scenario cambia. Questo movimento favorirà la nascita di depressioni atlantiche capaci di richiamare aria più umida verso l’Italia, indicativamente tra il 3 e il 6 gennaio.
Il Nord è la zona più delicata. Dopo Capodanno, le correnti fredde nei bassi strati potrebbero resistere abbastanza da creare il classico cuscino di aria gelida al suolo. In presenza di perturbazioni ben organizzate in arrivo da ovest, la pioggia potrebbe trasformarsi in neve fino in pianura.
Piemonte, Lombardia, Emilia occidentale e parte del Veneto sono le aree da tenere d’occhio attorno al 5 gennaio. Non è una previsione sicura, serve ancora conferma, ma la configurazione è di quelle che portano la neve a sorpresa.