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Perché Paypal può essere un problema per il tuo ISEE

Paypal è un conto corrente virtuale, che fa parte a tutti gli effetti dei redditi del cittadino. Cosa comporta per l’ISEE

Paypal (Foto Adobe)

Il conto Paypal serve a fare da intermediario nelle operazioni online, come acquisti fra privati. In questo modo il cliente può avere vari vantaggi. La sicurezza della transazione, che viene attenzionata direttamente da Paypal, la rapidità della transazione, e la possibilità di pagare alcuni acquisti a rate.

Si può pagare con Paypal anche senza avere il conto, ma se si effettuano frequentemente acquisti online, è un buon suggerimento averlo. Il conto Paypal è collegato ad un conto corrente ordinario, di cui i vari utenti non hanno alcuna informazione. Quindi, in quanto collegato ad un conto corrente, per giunta su circuiti di pagamento esteri, fa parte in tutto e per tutto del reddito.

Carta Paypal, quanto pesa sull’ISEE

Paypal (Foto Adobe)

L’Agenzia delle Entrate attenziona particolarmente i conti Paypal, dato che sono conti esteri a tutti gli effetti, quindi a rischio di evasione fiscale. Quando si consegnano i documenti per elaborare l’ISEE, è bene che vengano dichiarati tutti i conti posseduti dal nucleo familiare, con tanto di saldo e giacenza media. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha identificato il conto PayPal come uno strumento di pagamento e quindi non dovrebbe essere considerato. La carta PayPal invece sarebbe identificabile come un conto corrente, in quanto collegata ad un IBAN.

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In assenza di dichiarazione, questo potrebbe essere un problema soprattutto per l’ISEE. Se l’Agenzia delle Entrate fa controlli incrociati e trova incongruenze, potrebbero esserci conseguenze gravi, soprattutto se dall’ISEE basso si sono ottenuti benefici quali bonus o reddito di cittadinanza.

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In questo caso si procederà alla revoca del beneficio, restituzione della somma ricevuta in toto, ed imputazione per truffa ai danni dello Stato. In sostanza ai fini ISEE Paypal ha una natura ibrida. Se si possiede una carta con tanto di iban viene equiparata a conto corrente. Nel caso in cui il conto superasse la giacenza media di 5.000 euro ed un deposito di 15.000, deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi come conto estero.

Pubblicato da
Giulia Borraccino