Bollette, molti pagano di più per questo banale motivo

La soluzione per poter dare un taglio al consumo domestico risiede, forse, proprio nella fattura e come la leggiamo. Di cosa stiamo parlando

Bollette, si paga di più per questo motivo
Consumi energetici (Foto Pixabay)

Se di recente la questione dell’energia – del suo consumo – era stata appena sfiorata dal dibattito pubblico sui cambiamenti climatici, al contrario oggi rappresenta la pietra d’inciampo nella quotidianità di molti cittadini europei, italiani compresi. La crisi che ha colpito le risorse fondamentali per il sostentamento minimo, come gas e luce, si sta trasformando via via in una crisi economica.

Proprio gli aumenti sul costo delle disponibilità attuali, non privi degli effetti speculativi dei mercati, stanno generando la riduzione della capacità di risparmio per molti nuclei familiari. Il risparmio energetico, invece, è divenuto un imperativo categorico alle porte dell’imminente autunno. Si fa realistica l’ottica di un razionamento dei consumi e i cittadini sono chiamati a diminuire l’utilizzo di tutte quelle apparecchiature che spendono in termini di corrente elettrica e gas.

Bollette, basta questo accorgimento per cominciare a risparmiare

Bollette, si paga di più per questo motivo
Consumi energetici (Foto Adobe)

In effetti, l’approccio domestico dei consumi non è affatto un fattore secondario, anzi, a breve diverrà cruciale all’interno della routine. Alcune cattive abitudini dovranno essere irrimediabilmente corrette alla luce dei fatti. Eventualmente le stesse che contribuiscono oggi a far disperare molti nuclei familiari alla vista dei dettagli visibili sulle fatture. In particolare, il gas sarà oggetto di un’importante piano di razionamento.

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Eppure, già in casa è possibile attivare un’iniziativa di risposta alla problematica, che nei singoli ha carattere principalmente economica. Si può agire direttamente sulla bolletta del gas prima ancora di decidere che sia arrivato il momento di farsi docce fredde. In fattura si trovano costi fissi e costi variabili: è sui secondi che bisogna attivamente agire. La quota fissa si paga anche se non vi è consumo; quella variabile, invece, è imposta dal gestore ed è l’oggetto delle offerte.

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Per far fronte, oggettivamente, al peso costituito dai costi di gestione del contatore e di trasporto, le imposte e dalla quota fissa del gas naturale, è opportuno dunque fare leva sul ridotto margine della variabilità delle voci (ma non meno onerose). È grazie all’autolettura che possiamo così imporre che ci vengano fatturati i consumo reali – consci che siano contenuti – anziché quelli stimati dal gestore.