Reddito di cittadinanza a rischio: si decide a settembre

Con le prossime elezioni di settembre cosa accadrà al Reddito di cittadinanza, attesa per molte famiglie italiane

Reddito di cittadinanza famiglia simbolo
Reddito di cittadinanza (Foto Pixabay)

Entrato in vigore nel lontano aprile 2019, il Reddito di cittadinanza è ormai un sussidio essenziale per moltissime famiglie italiane che appena uscite dalla lunga fase epidemica si apprestano ad affronate la crisi economica sempre più evidente. Con il mese di settembre la misura sarà messa in discussione e un passaggio importante saranno le prossime elezioni politiche.

Allo stato attuale i percettori del provvedimento sono 1.150.152 (dati dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro risalenti al 30 giugno) con una netta prevalenza di beneficiari nel sud e nelle isole, dove risiede il 70,5 per cento delle persone soggette al patto per il lavoro. I giovani sotto i 29 anni a percepire il Reddito sono il 38,6 per cento del numero complessivo a livello nazionale.

A settembre si sceglierà il destino del Reddito di Cittadinanza

Reddito di cittadinanza persona
Reddito di cittadinanza (Foto Pixabay)

Con le elezioni in programma il 25 settembre si deciderà il futuro della misura. Le opzioni sul tavolo sono diverse e in contrasto tra loro. La forza politica che appare più decisa ad un sostanziale stop al Reddito di cittadinanza è sicuramente Fratelli d’Italia che già si è espressa al tal proposito con la propria leader Giorgia Meloni. Più sfumata la posizione della Lega di Matteo Salvini ma che non si opporrebbe ad una abolizione del beneficio.

Forza Italia si è espressa per una ridimensionamento della misura a favore esclusivo delle categorie più svantaggiate tra disoccupati e redditi molto bassi, pur riconoscendone con Berlusconi il valore nel contrasto alla povertà. Anche tra le formazioni di centro sinistra non esiste una posizione univoca.

Si va da Italia Viva di Matteo Renzi che ha dichiarato la sua avversione completa per il beneficio, tanto da raccogliere firme per un referendum abrogativo, alle posizioni moderate di Calenda con Azione e +Europa schierate per una riforma profonda del trattamento. Il Partito Democratico si è espresso invece per dei correttivi ma non per una sua abolizione, ricoscendo con Letta l’importanza del Reddito di cittadinanza nell’attuale crisi economica.

Formazione a difendere la misura è sicuramente  il Movimento 5 stelle contrario ad ogni revisione e riduzione con l’ex Presidente del Consiglio Conte, tanto da togliere la fiducia al governo Draghi sulla possiblità di riforma del provvedimento. Comunque bisognerà attendere lo sviluppo della campagna elettorale per avere un quadro delle posizioni politiche sul Reddito di cittadinanza, ma con la crisi economica che potrebbe modificare le idee di molti.