Movimento consumatori, due strade per ridurre il gap digitale

Il gap digitale nel nostro Paese è una situazione che non ci vergogniamo di definire imbarazzante ed è per questo che riportiamo il comunicato pubblicato da Movimento Consumatori che racconta due esperimenti per chiudere proprio il digital divide grazie al coinvolgimento dei ragazzi e delle ragazze che partecipano al servizio civile.

digital divide italia
Digital divide (foto Unsplash)

Sono senza dubbio proprio le generazioni più giovani a sentire di più il peso della situazione decisamente a macchia di leopardo che riguarda la distribuzione e la qualità dei servizi digitali. Viviamo in un Paese che si ripete da diversi anni di dover pensare alla dematerializzazione della documentazione pubblica, abbiamo sperimentato la scuola online, il lavoro cosiddetto agile e facciamo shopping con pochi clic. Eppure ci sono zone del Paese in cui non arriva il telefono, lo smartphone va a singhiozzo e alcune volte non ci sono neanche le fogne.

Per questo ci fa piacere dare risalto alla comunicazione di Movimento Consumatori che racconta di due progetti che coinvolgono più di 30 giovani in tutta Italia nel corso di 12 mesi di servizio civile grazie al lavoro di ASC Aps, ovvero il servizio civile Arci. Come sottolinea il comunicato di Movimento Consumatori, stiamo parlando di “due progetti complessi“ su cui sono state riposte “molte aspettative”, soprattutto perché lo scopo dei due progetti è proprio quello di riuscire a “restare al passo con l’evoluzione tecnologica”.

I progetti messi in campo sono, come dicevamo, due. Il primo si chiama “Sportelli digitali, cittadini connessi” mentre il secondo ha titolo “Costruire linguaggi digitali comuni”. Il progetto dedicato agli sportelli digitali ha proprio lo scopo di aiutare gli utenti “a conoscere il funzionamento di portali specifici, o aiutarla nel rilascio delle credenziali SPID e via dicendo“.

Perché è innegabile come un primo ostacolo da superare nelle generazioni, e in particolare nelle generazioni più adulte, è quello di una scarsa dimestichezza con gli strumenti digitali che, pur con tutte le limitazioni presenti in Italia, comunque ci sono e funzionano.

A partire proprio dallo SPID. Il secondo progetto, quello che riguarda i linguaggi digitali serve per favorire una educazione adeguata all’uso degli strumenti digitali in modo da mettere sempre più cittadini nelle condizioni di poter utilizzare ciò che la Rete offre in tutte le sue forme riducendo i rischi e aumentando la sicurezza.

Nel comunicato di Movimento Consumatori si fa poi riferimento in particolare al progetto che si sta svolgendo a Roma grazie al contributo di Aniene Onlus, che si occupa di portare avanti il progetto riguardo i linguaggi digitali mentre Movimento Consumatori si occupa di quello degli sportelli digitali.

A differenza di tanti progetti che spesso si vedono nascere ma che non hanno scopo nell’immediato e non generano competenze, quelli raccontati dal movimento a difesa dei consumatori hanno scopi specifici e rispondono a bisogni altrettanto specifici: “Diffondere l’informazione e l’alfabetizzazione digitale nei confronti della popolazione povera di competenze digitali e supportare i cittadini nell’accesso ai servizi online in autonomia“.