Google limita la condivisione di dati con altri operatori. Antitrust apre istruttoria sul caso

Con un comunicato stampa, l’Antitrust ha aperto una nuova istruttoria nei confronti di Google per possibile abuso uso di posizione dominante nella portabilità dei dati

google dati
Google (foto Unsplash)

Stavolta al centro della indagine aperta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ci sono alcuni comportamenti con cui il colosso americano avrebbe ostacolatol’interoperabilità nella condivisione dei dati con altre piattaforme” e nel testo del comunicato stampa ufficiale si fa esplicito riferimento alla app Weople.

Quello che è stato ipotizzato da parte dell’Autorità nei confronti di Google è una violazione dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea ovvero abuso di posizione dominante. Quello che, come si legge sempre nel comunicato, la posizione di Google sul mercato può fare è “comprimere il diritto alla portabilità dei dati personali, disciplinato dall’articolo 20 del GDPR, e di limitare i benefici che i consumatori potrebbero trarre dalla valorizzazione dei loro dati” ed è questo che si sarebbe verificato stando alla rimostranza presentata dalla società Hoda che gestisce l’app Weople.

Hoda ha rappresentato all’Autorità gli effetti negativi della condotta di Google sulla sua iniziativa volta a valorizzare i dati personali con il consenso del titolare degli stessi e che offre opportunità di utilizzo innovative e prospettive merceologiche ancora inesplorate“: questo, riassunto con le parole pubblicate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, quello che potremmo definire l’oggetto del contendere.

Le rimostranze presentate dalla società italiana Hoda vengono dal fatto che l’App sviluppata ha lo scopo di consentire alle persone di immettere i propri dati personaliin una sorta di conto/cassetta e di beneficiare di un guadagno ogni volta che le imprese richiedono tali dati, in forma statistica, aggregata e anonima, per lo svolgimento della propria attività di targhettizzazione della clientela o per altri fini, come la creazione di database statistici o strumenti di enrichment“.

Dovendo quindi trattare dati personali con delega da parte degli utenti alla società di raccogliere questi dati sulle piattaforme internet, quali per esempio i social, è chiaro che deve esserci uno scambio e un flusso continuo di dati in arrivo dalle piattaforme.

Con l’aumento del numero di utenti che decidono di iscriversi ai servizi offerti da Hoda diventa evidente che questa realtà può, nel medio o lungo periodo, trasformarsi anche in un competitor proprio nell’aggregazione di dati, servizio in cui Google eccelle. E la lamentela da parte della società è che Google avrebbe reso molto più complicato trasmettere i dati all’App Weople.

Il modello di business presentato da Hoda è sicuramente concorrenziale e diverso rispetto a quello di Google e questa potenziale diversità viene registrata anche nel comunicato stampa di accompagnamento al provvedimento: “Il diritto alla portabilità, se accompagnato da effettivi meccanismi di interoperabilità, può offrire agli utenti la possibilità di conseguire il massimo potenziale economico dall’utilizzo dei dati personali, anche attraverso modalità di sfruttamento alternative a quelle attualmente praticate dall’operatore dominante“.