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Buste di plastica, lo stop dei supermercati non è green: lo afferma uno studio USA

Le norme sono virtuose, ma l’effetto ottenuto potrebbe essere l’opposto di quello desiderato. E’ quando sembra stia accadendo con i precetti antiplastica per le buste dei supermercati

Busta di plastica (Foto Unsplash)

Le norme e le regole spesso vengono progettate aprioristicamente, basandosi principalmente sulla logica e non sulla prassi. Ed il risultato a volte dimostra che la realtà è molto più complessa ed imprevedibile di quanto non lo sia la teoria. Uno studio statunitense ha messo in rilievo un paradosso: le norme per disincentivare l’acquisto dei sacchetti di plastica nei supermercati stanno portando i consumatori a comprare maggiore quantità di plastica.

Facciamo un passo indietro. I sacchetti di plastica sono senza dubbio responsabili di una grossa fetta di inquinamento. Lo testimoniano le immagini stampate nella mente di chiunque di animali domestici o marittimi incastrati nelle buste. Ma si deve anche tener presente che l’oggetto di per sé è uno dei più riutilizzati nell’economia domestica. Nessuno getta la busta di plastica della spesa, semmai l’accantona per riutilizzarla in seguito.

Ed in assenza di buste del supermercato, lo smaltimento dei rifiuti richiede l’acquisto di buste apposite, di plastica non riciclata. Da questo presupposto lo studio USA prende le mosse. Nello specifico, gli economisti dell’Università della Georgia e della Texas A&M University, hanno pubblicato la ricerca su Environmental and Resource Economics.

Sono stati incrociati i dati provenienti da contee statunitensi in cui sono normalmente in vigore le norme anti-sacchetto di plastica e confrontati con le contee in cui queste limitazioni non esistono. Il disincentivo nell’acquisto del sacchetto di plastica in sostanza consiste nel far pagare una busta per la spesa di dimensioni molto piccole, che ad esempio non possano essere utili neanche per la spazzatura.

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Il risultato non ha lasciato dubbi. In contee come ad esempio la California, in cui sono in vigore le limitazioni, un negozio medio ha venduto 57 chilogrammi di plastica in più ogni mese, in un intervallo che va da 13 a 60 chilogrammi di sacchetti da 15 litri in più, mentre per quelli più grandi, da 30 litri, l’incremento medio mensile è stato compreso tra 16 a 100 chilogrammi per negozio. Questo risultato è venuto dall’incrocio con i numeri sull’acquisto dei sacchetti di plastica per la spazzatura.

Nella zone di controllo, in cui le limitazioni non sono presenti, non ci sono state variazioni nel tempo. I ricercatori tuttavia sostengono che limitare l’uso della plastica nei supermercati è senza dubbio un presupposto positivo. Ma quando si stabiliscono delle regole si devono anche prevedere le eventuali conseguenze negative. Altrimenti il vanto della sostenibilità rimane legato esclusivamente alla propaganda politica.

Pubblicato da
Giulia Borraccino