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Canone Rai, torna il pagamento col bollettino: da quando

Il canone RAI torna scorporato dalla bolletta elettrica e riappare il bollettino postale, ma non ora. Quando lo riceveremo

Canone Rai (Foto Adobe)

Quello del bollettino sarà un revival, dopo circa cinque anni di assenza e dopo aver ascoltato le opinioni più varie e di tutti i colori. La storia del canone della RAI Radiotelevisione Italiana è stata contraddistinta da una crescita progressiva dei mezzi di comunicazione di Stato a due velocità; la prima, rammentando gli esordi della “preistoria” catodica, è quella strettamente tecnologica, per la quale il fondo finanziario alimentato dai cittadini, ne ha garantito i cambiamenti necessari e il mantenimento di una struttura articolata e imponente; la seconda, più prosaica, della lunga narrazione di polemiche e malumori verso un servizio pubblico spesato completamente dai contribuenti anche nelle sue necessità meno frugali.

La notizia è che rivedrà la luce l’annuale bollettino postale del canone RAI, ma non sarà un riaccasamento immediato (un po’ come non lo è stata la decisione prodiga di questi giorni). Nel tempo quinquennale di questo non più nuovo corso, abbiamo letto di critiche – anche non del tutto male argomentate – circa l’accorpamento di due versamenti dalla natura profondamente diversa in un’unica fattura, quella energetica, richiamanti al contempo le riserve e le esigenze di due popolazioni di utenti non corrispondenti in maniera scontata (si pensi a chi non possiede un televisore in casa).

Canone Rai, perché torna a viaggiare da solo

Canone Rai in bolletta (Foto Adobe)

La burocrazia che si è al contempo instaurata ha richiamato un’attenzione tutta particolare da parte dei contribuenti, in quanto gli oneri e gli onori di una corrente elettrica e di una tv da pagare si sono intersecati talvolta forzatamente. Pertanto ciò che la Camera è andata approvando è quello di un decreto energia che esclude il canone dalla bolletta elettrica a partire dal 2023; un’attuazione che oltre ad essere recepita dal Ministero della Transizione Ecologica, dà seguito al giudizio precedentemente espresso dall’Unione Europea.

La Commissione Europea aveva auspicato sin dalla fine dello scorso anno lo scorporo del canone RAI dall’utenza elettrica in quanto considerato un “onere improprio”: non si possono infatti sollecitare i fornitori di energia di riscuotere oneri non legati al proprio settore di mercato; e non si possono obbligare i consumatori a pagare nella stessa bolletta un costo legato a un servizio diverso.

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Inoltre, la separazione dalla bolletta era stata posta dalla Commissione stessa come condizione indispensabile per ricevere i fondi del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza; quindi, si è proceduto in Aula alla riformulazione delle relative misure normative sancendo il ritorno al classico bollettino postale. La rateizzazione del canone di abbonamento alla televisione pubblica – ricordiamolo – è un provvedimento adottato dal governo Renzi, in vigore da il 2017, avente le finalità di contrastare l’evasione; contestualmente l’importo ha subito una forte riduzione, da 113,50 a 90 euro.

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L’Usigrai, l’Unione sindacale giornalisti della Rai, ha espresso preoccupazione per questa decisione che potrebbe incidere sul canone più basso d’Europa, così come sull’organico dei giornalisti in proporzione alle ore di trasmissioni prodotte. Nella nota ricorda anche le stesse richieste del Cdr Rai affinché fosse garantita la certezza, ogni anno, delle risorse disponibili, iniziando dalla restituzione all’azienda dell’intera quota del canone versato dai cittadini – l’extra-gettito – ad oggi ridotta dal taglio strutturale del 5%.

Pubblicato da
Roberto Alciati