Novità Irpef, busta paga più ricca: chi riguarda

La riforma dell’Irpef fa parte delle Manovra finanziaria recentemente approvata. Questo avrà un impatto sulla busta paga

bonus 100 euro buste paga
Busta paga (Foto Adobe)

La nuova Manovra finanziaria ha modificato le modalità di impostare le aliquote fiscali. Inoltre, dal nuovo anno, ci sono novità sugli assegni familiari per i figli. Tutte queste variabili, cioè bonus e tasazioni, vanno ad incidere non poco sulla busta paga dei lavoratori dipendenti.

Ad esempio, la prima notizia che destabilizza un po’ i lavoratori con figli riguarda gli assegni familiari. Infatti, con l’introduzione dell’Assegno Unico, che debutterà a marzo, cambiano completamente le modalità di erogazione. Anche se l’Assegno unico si propone di aumentare la platea dei beneficiari e di semplificare burocraticamente i sostegni per le famiglie, per il momento sta gettando i lavoratori in confusione.

L’assegno unico, da marzo, verrà erogato dall’Inps, e non più dal datore di lavoro come il precedente ANF. Quindi la busta paga sarà più sottile. Certo, arriverà un assegno a parte dall’Ente di previdenza sociale, ma con la lentezza della macchina burocratica italiana, potrebbero saltare un paio di mensilità iniziali, e le famiglie trovarsi con un vuoto, anche se temporaneo.

Busta paga, chi sarà avvantaggiato dalle nuove aliquote

busta paga
Foto Pixbay

Le novità principali in materia fiscale sono: la riduzione delle aliquote da 5 a 4 e la detrazione fiscale per i lavoratori con busta paga dai 28.000 ai 40.000 euro annui. Quindi gli stipendi minimi e quelli massimi avranno le minori detrazioni.

Leggi anche: Dichiarazione dei redditi: nuove detrazioni per il 2022

Leggi anche: Busta paga, ecco chi perderà il bonus Irpef da 100€ e…

Come riportato in una simulazione del Corriere della Sera “si avranno 158 euro in più in busta paga per i redditi fiscali da 10 mila euro, incasserà 422 euro di più chi ne guadagna 15 mila l’anno ma addirittura 1.143 per chi dichiara 40 mila euro e 990 per chi ne dichiara 50 mila”. In definitiva è chiara l’intenzione di avvantaggiare ulteriormente i ceti medio-alti, ovvero quelli che hanno la capacità di spesa per rimettere in circolazione il denaro attraverso i consumi.