Animal Equality, primo passo verso la fine della strage dei pulcini

Come riportato sul sito di Animal Equality, Assoavi si è finalmente impegnata apertamente per introdurre tecniche che pongano fine alla strage dei pulcini

Foto Ramiro Martinex Unspalsh

Per comprendere la portata di questo impegno occorre conoscere l’attuale situazione negli allevamenti di galline. Come riporta l’associazione Animal Equality, ogni anno muoiono di una morte orribile 25 milioni di pulcini maschi che vengono tritati vivi poco dopo essere nati, solo perché maschi e quindi non utili alla filiera.

I pulcini maschi sono considerati inutili sia perché non producono uova, sia perché non sono in grado di crescere abbastanza in fretta da poter essere macellati e immessi sul mercato come carne. La loro sorte è quella di finire soffocati o tritati vivi, ed essere utilizzati come ingrediente di altri cibi pronti a base di carne di pollo.

Ma, come fanno notare da Animal Equality, esistono e sono utilizzati in altri Paesi europei, come Francia e Germania, alcuni sistemi che permettono di analizzare le uova fecondate per poter eliminare quelle che contengono futuri pulcini maschi senza che queste debbano schiudersi. Le cosiddette tecnologie in-ovo sexing potrebbero quindi far sì che semplicemente i pulcini non vengano fatti sviluppare per evitargli una morte dolorosa senza nessun tipo di sedazione.

Queste le parole di Alice Trombetta, direttrice di Animal Equality Italia: “La dichiarazione con cui Assoavi si impegna a favorire l’introduzione dell’in-ovo sexing rappresenta un momento davvero storico per gli animali allevati a scopo alimentare, e in particolare per i pulcini maschi, che soffrono una delle più scioccanti ingiustizie. Siamo quindi soddisfatti del lavoro in corso, che è indirizzato a rendere attuabile concretamente questa tecnologia quanto prima anche nel nostro paese. Grazie all’interesse di Assoavi e di numerose aziende siamo certi che questo cambiamento epocale sarà presto realtà anche in Italia“.

Leggendo la dichiarazione rilasciata dal Presidente Assoavi Gian Luca Bagnara siamo ovviamente contenti dell’impegno dichiarato anche se la chiosa della citazione ci pare un leggero passo indietro. Bagnara infatti dichiara “Ci stiamo impegnando per incentivare l’introduzione in Italia di queste tecnologie, sostenendo attivamente la sensibilizzazione sul tema tra i nostri associati e lavorando attivamente con le aziende che le producono per averle quanto prima disponibili anche per produttori italiani di uova, non appena saranno commercialmente disponibili, applicabili ed economicamente sostenibili“. Ci viene ora da chiedere chi deciderà quando questi sistemi saranno economicamente sostenibili.

Leggi anche: Il nuovo Ddl sulla prevenzione dei femminicidi procede senza consultare i centri antiviolenza, la denuncia di D.i.Re.

Leggi anche: Le poche luci e le molte ombre dell’aspetto economico della transizione…

Ma c’è un altro fronte su cui si sta muovendo l’associazione, quello di costringere il Governo italiano a prendere posizione. É stato presentato un emendamento che prevede il recepimento delle direttive europee in cui è posta la data al 2026 come termine ultimo a cui la filiera delle galline ovaiole deve adeguarsi, e non potranno più essere uccisi i pulcini maschi che nasceranno dalle uova.

Grazie al lavoro di Animal Equality e di altre associazioni animaliste, colossi come Coop hanno iniziato a interessarsi al futuro dei pulcini, ma è chiaro che in questo frangente specifico la strada è lunga soprattutto perché nella realtà che viviamo è difficile per tanti ritenere che la vita di un pulcino possa avere una qualche dignità, quando non riusciamo molto spesso a trovare dignità neanche nella vita di un altro essere umano (ammesso che si debba stabilire una differenza tra una vita e un’altra).