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Andare in pensione a 55 anni, si può: ecco come

Per il ritiro anticipato dal lavoro, la pensione a 55 anni non si tocca. Ma riguarda soltanto alcuni lavoratori

(pixabay)Le modifiche alla legge sulla pensione, che in realtà è soltanto temporanea, non ha toccato, tuttavia, un caso particolare. Si tratta della possibilità di andare in pensione all’età di 55 anni avendo determinati requisiti. L’attuale governo ha sostituito Quota 100 con una legge temporanea che vale soltanto per il 2023, ossia Quota 102. Si tratta della stessa regolamentazione precedente ma con due anni in più di anzianità contributiva.

In pensione a 55 anni si può

(pixabay)Si tratta in sostanza della possibilità di andare in pensione a 64 anni con 38 di contributi per un totale, appunto di 102 come sommatoria tra contributi e età anagrafica. Nessuna modifica, è stata apportata alla possibilità di andare in pensione anticipata a 55 anni. Tuttavia, questa opzione rimane possibile per pochi lavoratori. Per accedervi, infatti, è necessario avere 41 anni di contributi versati. In sostanza, bisogna avere aver lavorato a partire da 14 anni.

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E’ possibile anche andare oltre i 55 anni purché ci siano i 41 anni di contributi e almeno 1 anno lavorativo con tanto di contributi versati entro l’età anagrafica di 19 anni. Restano salve anche le condizioni di anticipo della pensione per i casi di invalidità. Gli invalidi civili non inferiori all’80%, infatti, conservano il requisito anagrafico di 61 anni per gli uomini e 56 anni per le donne. Per quanto riguarda, invece, i non vedenti per loro rimane sempre la possibilità di andare in pensione a 56 anni se uomini, ed a 51 anni se donne.

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La vera riforma delle pensioni è attesa e rimandata per il prossimo anno. Il Governo non ha trovato accordo tra le parti della maggioranza ed ha trovato un compromesso in Quota 102 per rinviare la decisione al prossimo anno. Rimane intoccabile, però, il sistema di calcolo contributivo in luogo di quello retributivo inserito nel 1996 dalla legge Dini e completato dalla legge Fornero quasi 20 anni più tardi.

Pubblicato da
Marcello Pelillo