I pesticidi vietati in Europa finiscono nei Paesi poveri, lo conferma un’inchiesta di Unearthed e Public Eye

Una inchiesta di Unearthed e Public Eye ha svelato il commercio sottobanco di pesticidi neonicotinoidi, vietati in Europa, che finiscono invece nei Paesi più poveri

Foto Chris F Pexels

I pesticidi neonicotinoidi sono stati vietati nella Comunità Europea perché altamente pericolosi per gli insetti impollinatori, primi fra tutti le api. Infatti è da 2013 che queste sostanze nocive non sono più utilizzabili come pesticida sulle colture riconosciute come attrattive per le api e dal 2018 sono state vietate in tutta Europa all’aperto. Ma questo sembra un rischio che si può correre invece in altri Paesi del mondo.

Ad accorgersi di questi traffici verso i Paesi più poveri sono stati Unearthed e Public Eye. Parliamo di oltre 3800 tonnellate di pesticidi.

Oltre all’evidente giro d’affari per i produttori di pesticidi che avendo trovato sfogo in Paesi in via di sviluppo o con economie più fragili non devono impegnare risorse per cambiare le proprie linee produttive, siamo anche di fronte a un nuovo e rinnovato modello di sfruttamento come ha notato anche Marcos Orellana, relatore speciale delle Nazioni Unite per le sostanze tossiche che ha per l’appunto dichiarato che quello che è stato scoperto “una forma di sfruttamento umano” che “accentua l’ingiustizia ambientale e la discriminazione”.

Paesi destinatari di queste sostanze sono stati principalmente Brasile, Ucraina, Mali e Pakistan.

E se fa male al cuore vedere nella lista il Brasile, in cui nonostante gli sforzi di tanti si conserva ancora il 20% della biodiversità mondiale, deve farci riflettere anche il fatto che tra questi Paesi ci sia l’Ucraina che in pratica è nostro vicino di casa. Non possiamo non pensare che l’irrorazione delle colture con i neonicotinoidi in Ucraina non abbia ripercussioni anche sull’aria dei Paesi limitrofi e sulle loro colture.

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Quello che ora si spera è che scoperti questi traffici non solo l’Unione Europea prenda provvedimenti, ma tutta la comunità internazionale si decida finalmente e metta al bando i neonicotinoidi che sono tra i responsabili della crisi nella popolazione mondiale di api.

C’è poi un aspetto umano ricordato sempre da Orellana:Dato che i neonicotinoidi non possono essere utilizzati in maniera sicura nell’Unione Europea, che ha capacità di controllo di sicuro maggiori di quelle disponibili nei Paesi in via di sviluppo, è quindi chiaro che questi pesticidi dannosi non possono essere utilizzati in maniera sicura nei Paesi poveri”.

Sembrerebbe questo un principio elementare e facilmente comprensibile da chiunque ma quando il guadagno si mette a confronto con la salute e il benessere a lungo termine molto spesso si tratta di una partita che i diritti perdono i partenza.