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Bugie nelle etichette alimentari, Legambiente contro il finto benessere animale

#BugieInEtichetta è lo slogan della nuova campagna per il benessere animale di Legambiente che, insieme ad altre associazioni, sta cercando di far cambiare idea a Patuanelli e a Speranza

Foto Phil Hearing Unsplash

Il Ministero delle Politiche Agricole e il Ministero della Salute stanno infatti portando avanti, in collaborazione con Accredia, un sistema di certificazione volontaria dei prodotti di origine animale che nasconde, secondo la Coalizione contro le #BugieInEtichetta, la possibilità di certificare con l’etichetta riguardo la tutela del benessere animale anche prodotti la cui materia prima ha vissuto una vita infima, fatta solo di sofferenze.

Come fa ad essere possibile, si chiedono le associazioni della Coalizione, che si possa dare l’etichetta che certifica il benessere animale quando i suini hanno subito inutili e dolorose mutilazioni e vivono in gabbie in cui non possono neanche stare in piedi?

Dal comunicato sul sito di Legambiente leggiamo: “L’attuale proposta per la certificazione volontaria dei prodotti suinicoli tradisce la fiducia dei consumatori, poiché non fornisce loro informazioni chiare e trasparenti sul metodo di allevamento degli animali, risultando al contrario estremamente ingannevole: se il decreto verrà approvato senza le opportune modifiche chieste dalla coalizione, infatti, chiunque sceglierà di acquistare al supermercato prodotti che recano sull’etichetta l’indicazione “benessere animale”, non avrà garanzia alcuna che gli stessi provengano soltanto da allevamenti che adottano standard superiori ai requisiti minimi di legge.

Il problema è duplice perchè non solo verrebbero ingannati i consumatori ma i produttori potrebbero avere accesso a fondi del PAC e del PNRR cui in realtà non avrebbero diritto.

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La battaglia per un’etichettatura trasparente è una battaglia di tutti”, concludono le associazioni. “A tutti ci rivolgiamo chiedendo di unirsi alla nostra richiesta: un’etichettatura non ingannevole, che non tradisca la fiducia dei consumatori, per una transizione a sistemi di allevamento più sostenibili e che garantiscano standard di benessere animale più elevati“.

Il benessere animale non è solo uno slogan da figli dei fiori: un animale che vive in un ambiente sano è meno suscettibile a infezioni quindi richiede meno antibiotici, mangia meglio, ed è una materia prima di qualità superiore.

Se proprio non si riesce a smettere di percepire tutto il regno animale come un gigantesco supermercato che almeno i reparti siano tenuti con coscienza.

A questo link il comunicato di Legambiente del 27 ottobre 2021

Pubblicato da
Valeria Poropat