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Pensioni, caos post Quota 100: è rottura Draghi-Sindacati

Continuano le tensioni tra governo e sindacati sul tema pensioni: lo scontro nelle ultime ore si è acceso ulteriormente. La situazione

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Il tema delle pensioni sta accendendo non solo il dibattito politico ma anche quello tra governo e sindacati. Con una frattura anche abbastanza ampia che si sarebbe venuta a creare dopo l’incontro delle scorse ore tra le parti a Palazzo Chigi. Ordine del giorno da discutere la Legge di Bilancio, ma dopo una riunione di oltre due ore la tanto attesa fumata bianca non è arrivata. Anzi, pare che a questo punto la parti siano molto distanti.

Sono settimane che si parla di riforma e di carattere urgente della questione da risolvere quanto prima. Ma a questo punto pare davvero che la soluzione condivisa tra le parti sia lontana, soprattutto perché lo strappo tra esecutivo e sindacati pare sia forte, a tal punto che si parla di braccio di ferro e muro contro muro.

Difficile a questo punto che si possa arrivare ad una rapida schiarita in tempi brevi, considerando che le dichiarazioni post incontro di ieri hanno mostrato tutto il disappunto soprattutto tra gli esponenti delle parti sociali. Che hanno rilasciato dichiarazioni tutt’altro che rassicuranti.

Pensioni, è scontro aperto per il post quota 100

(pixabay)

Sia il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri che quelli di Cisl e Cgil Luigi Sbarra e Maurizio Landini hanno espresso tutte le loro perplessità a margine dell’incontro di ieri a Palazzo Chigi con il premier Draghi e gli esponenti del governo. Tutti in coro hanno ripetuto che l’incontro non è andato bene e che si è distanti dal trovare un accordo condiviso. Non sarebbero arrivate le giuste risposte dall’esecutivo.

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Tanto che si parla addirittura di mobilitazione, con manifestazioni da organizzare nelle prossime ore. Tanto dipenderà se il governo nella giornata di giovedì intenderà confermare la posizione espressa nell’incontro con i sindacati, che adesso si dichiarano pronti ad agire in tutti i modi nel caso l’esecutivo decida di andare avanti per la propria strada.

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Intanto in queste ore è arrivata la proposta della Lega sulle pensioni. Si tratta di una sorta di “quota 41” che prevede 41 anni di contributi e 62 anni di età come requisiti minimi per l’uscita dal mondo del lavoro. Il dibattito resta aperto.

Pubblicato da
Vincenzo Rea