Una coalizione europea per promuovere il cibo salutare e contrastare l’obesità

Un programma finanziato dall’OMS in Europa, che seguirà l’esempio di quanto sta attualmente facendo sul tema l’Inghilterra

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Un’alleanza tra nazioni per sconfiggere un problema, quello dell’obesità, che se soltanto un ventennio fa riguardava principalmente l’America, terra pioniere del cibo fast food, ormai appartiene anche al vecchio continente.

Nella giornata del 13 Settembre, il Comitato Regionale europeo dell’Oms ha annunciato la creazione di una nuova rete, da intendersi come una coalizione tra stati capeggiata dall’Inghilterra, per la realizzazione di alcune iniziative finalizzate a ridurre il consumo di zuccheri e grassi negli alimenti che ogni giorno si ritrovano negli scaffali dei supermercati. L’idea è quella di intraprendere delle collaborazioni con l’industria alimentare, per iniziare a sensibilizzare la popolazione mondiale sul tema. In tal senso, il Regno Unito è storicamente la nazione che più si è occupata del problema all’interno del vecchio continente. Oltretutto, le nuove regole inglesi, introdotte qualche mese fa nella nazioni, hanno imposto delle nuove e pesanti restrizioni per tutti quei prodotti classificati dal governo come “non salutari”. Restrizioni che riguardano principalmente la pubblicità di questi alimenti, che adesso si ritrova a sottostare a nuove e importanti limitazioni. Tutte le nazioni che decideranno di aderire a questo nuovo progetto finanziato dall’Oms condivideranno strategie e informazioni, prendendo di buono quanto portato avanti sul tema dal governo inglese in questi anni. Il tempo stringe, anche perché fino ad adesso, le multinazionali alimentari hanno fatto ben poco per allinearsi alle richieste della comunità europea. 

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Basti solo pensare che una recente ricerca condotta da Nuffield Department of Population Health dell’Università di Oxford, ha evidenziato come, in un periodo compreso tra il 2015 e il 2018, i prodotti delle principali aziende di alimenti, non hanno subito grandi modifiche in favore di una maggior salubrità. Evidente dunque come in assenza di un intervento diretto della politica difficilmente l’obiettivo di garantire ai cittadini prodotti più sani e con meno zuccheri potrà essere raggiunto.