Stati+Uniti%2C+i+dipendenti+chiedono+una+riduzione+dell%E2%80%99orario+di+lavoro
consumatorecom
/2021/08/24/stati-uniti-lavoro-smart-working/amp/
Notizie

Stati Uniti, i dipendenti chiedono una riduzione dell’orario di lavoro

In America inizia a farsi largo una nuova e per certi versi inaspettata protesta dei lavoratori

Pixabay

Nonostante negli Stati Uniti la quarta ondata di contagi sembra ancora molto lontana dal suo epilogo, molte aziende stanno comunque iniziando a pianificare il ritorno dei propri dipendenti in ufficio. Una situazione che sta dividendo i lavoratori, tra chi ormai si era affezionato allo smart working e adesso farà un’enorme fatica a rinunciarci, e chi invece si ritrova adesso a chiedere una riduzione degli orari di lavoro, una misura che molte multinazionali hanno già applicato alla manodopera specializzata. E in una nazione che più di altre rappresenta l’avamposto simbolo del capitalismo e della produttività illimitata, già solo il fatto che queste richieste si stanno traducendo in una vera e propria battaglia politica è un passaggio storico, di cui leggeremo nei libri di storia.

Prima che arrivasse la pandemia, la maggior parte degli americani lavorava in media quarantacinque ore la settimana, e sbaglia chi pensi si tratti di una scelta di vita libera: se ad esempio lavori nella ristorazione quelli sono gli orari da rispettare, a fronte oltretutto di una paga con cui spesso non si riesce a sopravvivere. È oltretutto un fenomeno comune in America, avere più di un lavoro, un sistema che genera rari perennemente flessibili e al contempo tutti a discapito del lavoratori, in quanto, come accennato in precedenza, nella maggior parte dei casi sono i datori di lavoro a decidere salario e ore. 

Ultimatum dei talebani agli Usa

Tutto questo, mentre i rapporti tra Usa e Afghanistan si fanno più tesi di giorno in giorno. È notizia di queste ore infatti l’ultimatum lanciato dai talebani all’amministrazione Biden.

Continua a leggere: I talebani avvertono gli Stati Uniti: “Via entro il 31 Agosto o ci saranno delle conseguenze”

Se il presidente degli Stati Uniti non manterrà la promessa di ritirare l’intero contingente americano entro il 31 Agosto, le conseguenze, ha dichiarato il nuovo Emirato Isamico, non saranno all’insegna del pacifismo.

Pubblicato da
DMM Company