Sembrava impossibile, ma Grillo e Conte hanno trovato un accordo

Dopo l’annuncio dell’ex premier, la scissione dei 5 Stelle sembra ormai alla spalle

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“Sono pienamente soddisfatto dell’accordo raggiunto con Grillo, con il quale in questi giorni ho avuto modo di confrontarmi direttamente più volte”

Un’affermazione, quella rilasciata da Giuseppe Conte che ci dimostra ancora una volta come in politica sia tutto possibile. Si, perchè ripensando soltanto alla settimana scorsa, la possibilità che l’ex premier potesse annunciare il raggiungimento di un’intesa con il garante del Movimento, sembrava quasi un’utopia politica. Lo scontro tra i due d’altronde, aveva raggiunto livelli altissimi. E anche tornando indietro nel passato di un Movimento che, fin da quando è entrato in parlamento ha dovuto fare i conti con defezioni e battaglie all’ultimo sangue, è difficile ricordare un momento in cui Grillo abbia attaccato in modo così duro e diretto un rappresentate pentastellato.

Perché tale è Conte, che, dopo la caduta del governo, era stato scelto proprio dal comico genoano per diventare il nuovo leader 5 Stelle. Un’investitura arrivata riempiendolo di complimenti e indicandolo a più riprese come la persona giusta per rifondare un movimento sempre più in crisi. Si sottovaluta forse anche troppo infatti, l’effetto avuto sulla base del distacco di Alessandro Di Battista, uno di quelli che con i 5 Stelle ci è praticamente nato politicamente.  

Certo, un segnale importante che lo strappo per quanto profondo fosse ricucibile, lo si era avuto in quella famosa cena raccontata dai giornali tra Grillo, Di Maio e Roberto. Fonti Ansa avevano infatti riferito che il garante non aveva fatto muro alle richieste di quella parte del Movimento che non accetterebbe una fuoriuscita di Conte. Basti solo pensare alle dimissioni annunciate da Vito Crimi qualora questa ipotesi si fosse concretizzata. Anche il fatto che Grillo, subito dopo quella cena, avesse deciso di annullare la consultazione con gli elettori, annunciata dopo aver delegittimato Conte, era effettivamente il segno che una mediazione in tal senso era già iniziata. E adesso arriva l’ufficialità di questa nuova intesa raggiunta e annunciata dall’ex premier.

I vari incontri con Grillo, come ha spiegato lui stesso, sono andati bene e dunque la scissione sembra ormai appartenere al passato. Anche se naturalmente, sappiamo quanto certe intese nella politica possano a volte durare meno di una giornata. L’accordo è stato poi nuovamente ribadito da Vito Crimi, proprio colui che aveva appoggiato Conte in modo incondizionato criticando il fondatore pentastellato: “Beppe Grillo e Giuseppe Conte hanno definito concordemente la nuova struttura di regole del M5s, che si dota di nuovi ed efficaci strumenti proiettando al 2050 i suoi valori identitari e la sua vocazione innovativa”. Sembra dunque che il comitato dei 7, creato e voluto proprio per sostenere questa mediazione tra i due protagonisti e ripianare lo scontro, sia andata a buon fine. 

E i primi a esultare non potevano che essere proprio quelli che, a conti fatti, sono i principali artefici di questo compromesso. Di Maio ha commentato l’accordo ringraziando tutti gli esponenti pentastellati che con il loro lavoro lo hanno reso possibile, rimarcando il fatto che adesso vi sono finalmente le basi per fare in modo che la compagine 5 stelle possa ripartire da una leadership forte come quella di Conte.

Un Giuseppe Conte che però in questa veste è ancora tutto da scoprire.

Non che siano vere le accuse chi, durante il suo mandato da premier, lo ha incolpato di essersi presentato come un moderato apolitico incapace di imporsi o prendere decisione autonome. Per certi versi era il suo stesso ruolo che lo richiedeva, in quanto la sua nomina a premier nasceva proprio dal compromesso di non fare diventare premier nessun leader politico dei vari partiti. Innegabile però che in diversi momenti, l’avvocato ha comunque dimostrato una certa personalità. La stessa che forse ha contribuito a far cadere il governo, considerato che Renzi non ha mai negato come uno dei casus belli sia stata proprio quella delega ai servizi segreti che Conte si rifiutava di cedere. 

Anche il presidente della Camera Roberto Fico ha espresso grande soddisfazione per l’intesa raggiunta dai due leader pentastellati: “Ognuno di noi ha fatto la propria parte per il bene del Movimento, l’accordo per il nuovo statuto segna un punto decisivo per il rilancio di cui tutti conosciamo bene l’urgenza”.

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L’impressione dunque, se davvero l’annuncio di questo accordo mette alle spalle la tensione di queste settimane, è che il Movimento sia finalmente pronto a riorganizzarsi e a tentare di riconquistare quell’elettorato che nell’ultimo anno sembra giudicarli in modo infinitamente più disincantato rispetto al passato.