Vibo Valentia è diventata la nuova capitale italiana del libro

Vibo Valentia, Calabria, è stata scelta come Capitale del libro

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(pixabay)Il Sud Italia si è dovuto spesso scontrare con pregiudizi diffusi. Con la conseguenza che in molte regioni del meridione è cresciuto il desiderio di riscatto dall’immagine compromessa con l’ausilio di tanti luoghi comuni.E questa volta la Calabria ha segnato un punto a proprio favore. Vibo Valentia si è candidata come Capitale del Libro 2021, ed ha raggiunto l’ambito obiettivo.

Il Ministro Franceschini ha dichiarato: “Vibo Valentia è la prima ad essere proclamata a frutto di una competizione e resterà nel tempo”. La nomina di Capitale del Libro è stata istituita nel 2020, ma a causa della pandemia, è stata conferita a Chiari senza gara, ed in assenza di concorrenti. Nel 2021 Vibo Valentia si è aggiudicata il titolo in competizione con altri candidati meritevoli. In finale sono arrivati anche Ariano Irpino, Caltanissetta, Campobasso, Cesena e Pontremoli.

Spiega la giuria: “Vibo Valentia si è distinta per la qualità delle iniziative presentate, esposte con chiarezza, in cui si fondono rigore ed entusiasmo. L’idea di base nell’introduzione al progetto che ha vinto è di fare entrare prepotentemente il libro nella vita delle persone. Un concetto che siamo certi verrà tradotto in comportamenti virtuosi destinati a lasciare un’impronta duratura”.

L’idea di trattare il libro non come un oggetto che infonde cultura e timore dall’alto, ma come un “alleato” della conoscenza, accessibile a tutti, è stata determinante per la proclamazione. Un esempio che andrebbe seguito. Le iniziative saranno promosse grazie ad un fondo pubblico di 500 mila euro che permetterà la rinascita della città.

Il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, commenta l’incoronazione: “Sono emozionata come non mai. Stiamo facendo un grande percorso come amministrazione per il riscatto della nostra comunità, perché la mia città è sempre stata considerata ultima in tutte le graduatorie e noi dobbiamo essere orgogliosamente i primi.”

L’auspicio è che l’emancipazione del paese, attraverso la cultura, sia un percorso duraturo e ben programmato. “Senza libri e senza cultura non può esserci rinascita sociale ed economica”, conclude Montroni, presidente della giuria.

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A questo link la fonte dell’articolo Ansa