Scuola, 60.000 posti da coprire: il Governo si attiva per la stabilizzazione

Gli insegnanti precari sono troppi. La riapertura delle scuole a settembre 2021 dovrà avere un organico più stabilizzato: il monito governativo.

Personale Ata e Docenti
(Pixabay)

A settembre 2020 i battenti delle scuole di tutte le classi di età hanno riaperto in gran confusione. I nuovi protocolli Covid da seguire, i banchi monouso costruiti in gran fretta, le attività extrascolastiche da riorganizzare su misura della pandemia.

Uno scenario che ha creato caos nelle istituzioni scolastiche e nelle famiglie. Ma a penalizzare la didattica è stata soprattutto l’ondata di supplenti impiegati nelle lezioni. La precarietà della docenza corrisponde ad una precarietà della qualità dell’istruzione.

Alcune stime recenti hanno rilevato che il 78% degli insegnati under 35 sono precari e il 18% appartiene alla fascia di età fino ai 49 anni. E’ una situazione che necessita misure urgenti d’intervento.

Come è noto, l’assunzione all’interno del settore pubblico, quale è la scuola, può avvenire solo attraverso bandi di concorsi pubblici.

In generale in Italia i tempi di reclutamento di personale pubblico tramite concorso sono sempre stati molto dilatati: tra l’annuncio del bando e l’assunzione potrebbero passare anni. La situazione si è aggravata con l’insorgere delle disposizioni anti-covid. I concorsi pubblici sono ad un punto morto, ed il recente riavvio si profila molto lento.

Il Governo ha annunciato che servono misure urgenti per la stabilizzazione dei precari del settore scolastico. Per far ciò sono necessarie delle deroghe al classico metodo di reclutamento.

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60.000 precari assunti nelle scuole

Bonus docenti
(Pixabay)

I posti vacanti nelle scuole potrebbero essere ricoperti da un programma governativo che al momento si trova nella fase progettuale, ma che a breve dovrebbe assumere una forma ufficiale.

Lo scorso autunno è stato portato a termine un concorso straordinario per insegnanti: da lì dovrebbero provenire 32.000 docenti. A breve verranno proclamati i vincitori.

Rimangono 60.000 posti vacanti. Le fonti governative dichiarano che non c’è tempo sufficiente per fare un altro concorso. Si sta pensando ad un corso-concorso semplificato, dove i requisiti d’accesso avverranno tramite la comparazione dei titoli di servizio.

Al termine del corso di un anno si potrebbe formalizzare l’ingresso di servizio.

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Ma non ci sono ancora notizie certe. Intanto i precari attendono con impazienza che le proprie sorti vengano scritte su carta.