La pandemia ha ridotto le emissioni di gas serra in Italia, ma non è ancora abbastanza

I lockdown hanno contribuito a ridurre le emissioni di gas serra.

Un comunicato stampa dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) del 15 aprile 2021 fa il punto della situazione sul livello si emissioni di gas serra in Italia.

I dati pubblicati si riferiscono a valutazioni d’impatto ambientale dal 1990 al 2019. Sono in corso le rilevazioni per il 2020.

La buona notizia è che le emissioni di gas serra nel 2019 sono state inferiori del 19% rispetto al 1990. Questo significativo traguardo è stato raggiunto grazie alle politiche ambientali sull’avvicendamento della produzione dell’energia con quella eolica o idroelettrica.

Le fonti rinnovabili di energia hanno dato un gran contributo al settore delle industrie energetiche, che registra un calo di emissioni del 33% rispetto al 2019. Meno rilevanti invece sono stati i risultati dell’industria dei trasporti: l’utilizzo del combustibile su strada è cresciuto del 22%.

Le analisi sull’effetto dei vari lockdown sull’inquinamento ambientale devono essere ancora finalizzate. Ma le prime stime sono state inserite nel report ISPRA. A causa della chiusura di attività lavorative, esercizi commerciali e divieti della circolazione, per il 2020 ci si attende una riduzione delle emissioni che si aggira intorno al 9,8%.

Il calo dovrebbe essere così ripartito: produzione di energia elettrica (-12,6%); industria (-9,9%); trasporti (-16,8%); riscaldamento (-5,8%).

I settori della produzione di energia e dei trasporti restano responsabili di circa la metà delle emissioni nazionali di gas climalteranti.”.

Lo scorso febbraio è stata trasmessa a Bruxelles la strategia italiana a lungo termine sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Gli accordi di Parigi hanno richiesto un impegno ingente all’Italia: l’azzeramento delle emissioni entro il 2050.

Nei prossimi trent’anni il settore dell’energia e soprattutto dei trasporti dovrà accelerare i propri sforzi nella riconversione ambientale. Per fare ciò, sottolinea l’ISPRA, serve un contributo estremamente rilevante che va ben oltre quanto previsto dal Piano nazionale energia e clima, con impatti significativi sulla vita di tutti i cittadini, a cominciare dalle modalità di trasporto“.