Vino italiano, gli effetti della pandemia sulle scorte di cantina

Il vino italiano anche nel 2021 continua a soffrire. Ad aggravare la situazione c’è il perdurare dello stato di emergenza Covid.

vino italiano
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Un anno difficile per il vino italiano costretto a fare i conti con la tenuta dei volumi dei consumi interni e dei valori delle esportazioni. Il problema maggiore, però, è legato alla gestione della produzione vinicola. Le cantine, infatti, hanno scorte in abbondanza di vino che avrebbe dovuto essere venduto quest’anno – e che non lo è stato. A queste si andranno presto ad aggiungere le bottiglie della prossima vendemmia.

Per far fronte nel breve termine a questa criticità, Coldiretti consiglia di tornare alla distillazione: “oltre 6,9 miliardi di litri di vino sono fermi nelle cantine italiane per effetto della chiusura di ristoranti, bar ed enoteche in Italia e all’estero“.

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Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Politiche Agricole in merito alle giacenze al 31 gennaio 2021, si evidenzia che “ci sono almeno 150 milioni di litri in più rispetto allo scorso anno“. Il perdurare della situazione di emergenza e l’aumento dei contagi di questi ultimi giorni fanno presagire nuove restrizioni per il contenimento del virus.

Questa situazione rischia di rendere vani tutti gli sforzi fatti dai produttori per “aumentare il valore delle produzioni e il successo sui mercati internazionali dove per la prima volta dopo anni le vendite sono risultate in calo del 3%“.

Vino italiano, le critiche del settore al Ministero delle Politiche Agricole

Carlo Piccinini e Cristian Maretti, presidenti Confcooperative FedAgriPesca Emilia Romagna e Legacoop Agroalimentare Nord Italia, in rappresentanza delle cantine cooperative emiliano-romagnole, hanno criticato duramente il Decreto Ministeriale Rese inviato dal Ministero delle Politiche Agricole alla conferenza delle Regioni.

Vino italiano

Il testo, infatti, “presenta criteri non condivisibili e pericolosi per le specificità regionali in merito alla riduzione indiscriminata delle rese massime ad ettaro dei vini generici“.