C’è un nuovo bonus che in pochi conoscono, e non si tratta di pochi spiccioli: ben 3600 euro destinati a moltissime persone.
Chi ha una badante o una colf lo sa bene: non è solo una questione di stipendio. Ci sono i contributi, le pratiche, le scadenze, la gestione quotidiana. Tutte cose giuste, per carità, ma che alla fine del mese si fanno sentire sul bilancio familiare. E quando l’assistenza non è occasionale ma continua, il peso economico cresce ancora di più.
Proprio per questo, anche nel 2026 ci sono alcuni strumenti per dare una mano concreta a chi assume regolarmente una colf o una badante. Tra questi c’è un contributo mensile che può arrivare a 300 euro al mese, per un totale di 3.600 euro l’anno. Soldi veri, non uno sconto sulle tasse, che possono fare la differenza quando le spese sono tante e fisse.
Il sostegno economico nasce all’interno del sistema di tutele previsto da Cas.Sa.Colf ed è una misura strutturale, non una sperimentazione a tempo.
In pratica, per dodici mesi consecutivi è possibile ricevere 300 euro al mese come rimborso economico, a fronte dell’assunzione regolare di una colf o di una badante che assiste una persona non autosufficiente.
L’aspetto importante è proprio questo: non si tratta di una detrazione fiscale da recuperare in dichiarazione dei redditi, ma di un contributo diretto che aiuta a coprire i costi dell’assistenza.
Non è un aiuto automatico e non spetta a chiunque. Per poter accedere al contributo devono essere rispettate alcune condizioni precise. Serve innanzitutto essere iscritti alla Cassa da almeno un anno, con contributi regolarmente versati. È richiesto anche un versamento minimo annuo e l’iscrizione deve essere avvenuta prima dei 60 anni.
Un altro punto centrale riguarda la non autosufficienza: deve essere certificata dal punto di vista medico e deve essere insorta dopo l’iscrizione alla Cassa. La situazione viene valutata da una commissione sanitaria che tiene conto della capacità della persona di svolgere le normali attività quotidiane, come muoversi, lavarsi, alimentarsi o gestire la propria giornata.
Accanto al bonus mensile, esistono anche altri aiuti meno conosciuti ma comunque utili. Ad esempio, se la colf o la badante va in maternità e il datore di lavoro assume una persona in sostituzione, è previsto un contributo una tantum di 300 euro.
Sono previste inoltre tutele dedicate direttamente alle lavoratrici domestiche, come il bonus nascita, rimborsi per spese sanitarie durante la gravidanza, indennità in caso di ricovero o malattia, supporto psicologico e rimborsi per spese ortopediche. Un sistema che prova a tutelare entrambe le parti del rapporto di lavoro.
La richiesta del bonus va presentata direttamente alla Cassa dal datore di lavoro o da un suo delegato. Serve compilare il questionario medico e allegare la documentazione sanitaria necessaria. Una volta accolta la domanda, il contributo parte dal mese successivo.