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Busta paga, gli stipendi potrebbero aumentare così: la proposta

Arriva una proposta che ha l’obiettivo di incrementare gli stipendi nella busta paga dei dipendenti, focus sui dettagli

Busta paga (Foto Pixabay)

Al centro dei dibattiti tra le parti sociali e nei commenti di giornali e organi di informazione è la questione degli aumenti in busta paga. La crescita dei prezzi dei prodotti energetici e dei carburanti ha portato come conseguenza immediata un’impennata dell’inflazione che non pare destinata a fermarsi nei prossimi mesi.

Si teme infatti un autunno difficile per molte famiglie dal punto di vista dei prezzi al consumo in costante aumento. La situazione ha riflessi pesanti anche sulle aziende con un incremento dei costi di produzione e di gestione. Non sono escluse dalla crisi aziende e ditte commerciali alle prese con aumenti generalizzati dei servizi e dei prodotti all’ingrosso.

L’idea per accrescere gli stipendi in busta paga

Buoni pasto e spesa (Foto Pixabay)

La situazione descritta è tra le cause del crescente rifiuto, da parte di esercizi commerciali e negozi, dei buoni pasto presentati per pranzi o cene in orari di lavoro, o semplicemente per la spesa. L’inflazione e gli alti costi di commissione pagati dagli esercenti spingono sempre di più questi ultimi a rifiutare i buoni pasto come forma di pagamento. Il risultato sono disagi e proteste dei dipendenti che non riescono a sfruttare i buoni pasti previsti dai contratti.

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La soluzione avanzata dai sindacati è di mettere a disposizione direttamente in busta paga il valore corrispondente dei buoni pasto, mantenendo tuttavia le agevolazioni fiscali previste. L’incremento in busta paga per i dipendenti, cioè, non sarebbe sottoposto a tassazione. Mentre per le aziende le somme erogate sarebbero deducibili ai fini IRAP e IRES. Si raggiungerebbe così l’obiettivo di ottenere un aumento concreto degli stipendi per i lavoratori e quindi della liquidità disponibile.

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Le aziende avrebbero da parte loro vantaggi fiscali, per la deducibilità delle cifre erogate in busta paga, amministrativi, non occupandosi più direttamente della gesione dei buoni pasto e organizzativi, con il miglioramento del clima aziendale. Anche gli esercizi commerciali ne trarrebbero un consistente vantaggio, non dovendo più sobbarcarsi i costi delle commisioni e i ribassi delle gare d’appalto.

Pubblicato da
Vincenzo Pugliano