L’assegno unico è un beneficio svincolato dal reddito di cittadinanza. Ma può anche essere integrazione all’assegno Rdc
L’assegno unico, o meglio il suo importo, è determinato da due requisiti fondamentali: quello di reddito, identificato dall’Isee, e quello della composizone del nucleo familiare. L’universalità dell’assegno unico ha ampliato la platea dei beneficiari agli assegni familiari. L’unica discriminante è la cifra sull’assegno, che è inversamente proporzionale al reddito. Più la condizione economica di una famiglia è alta, e minore sarà l’importo del bonus. Al requisito reddito va aggiunta una maggiorazione per ogni figlio a carico.
Il discorso dell’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, vale per tutte le famiglie che lo consegnano. In assenza di Isee la famiglia percepirà per ogni figlio il minimo, 50 euro al mese. L’Isee, e la DSU, la dichiarazione sostitutiva unica, vanno inseriti nella domanda per l’assegno unico sul portale Inps. Gli unici che sono dispensati da questa procedura sono i percettori del Reddito di Cittadinanza, il cui indicatore è già noto. Di conseguenza l’Inps può stabilire autonomamente l’importo per l’assegno unico.
Il Reddito di cittadinanza è un beneficio che può decadere. Ad esempio nel caso in cui si trovi un impiego stabile o cambino le condizioni reddituali del nucleo familiare. L’assegno unico, per i beneficiari Rdc, è legato al reddito di cittadinanza. Infatti si propone non come bonus a parte, ma come integrazione al reddito. Di conseguenza, ogni mese viene prima accreditato il reddito di cittadinanza sull’Rdc card, e poi l’assegno unico, il cui pagamento slitta sempre alla fine del mese.
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Dopo il decadimento dal reddito di cittadinanza, gli aventi diritto l’assegno unico vedranno decadere anche questo beneficio. Per averlo dovranno inoltrare nuovamente la domanda per l’assegno unico completa di reddito del nucleo familiare e composizione. In questo modo l’Inps potrà determinare l’importo nuovo dell’assegno unico, che non sarà più un’integrazione al reddito di cittadinanza, ma spetterà in quota piena ai beneficiari.