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Controlli reddito di cittadinanza: chi rischia la revoca

Nuove verifiche sui beneficiari del reddito di cittadinanza. Varato protocollo tra INPS e Ministero della Giustizia

Reddito di cittadinanza (Facebook)

Dal 1° giugno è divenuto operativo un nuovo protocollo di lavoro tra INPS e Ministero di Giustizia. Basata sullo scambio reciproco di informazioni, l’intesa mira a verificare ed eventualmente revocare la concessione del beneficio. L’azione punta inoltre ad aumentare i controlli precauzionali rispetto alla fornitura della prestazione e incrementare l’efficienza del servizio.

Nel dettaglio, l’accordo fa riferimento alla comunicazione da parte dell’Istituto di previdenza al Ministero di Giustizia dell’elenco di coloro che fruiscono del RdC.  Lo scopo è verificare la presenza nel Casellario giudiziale di condanne  passate in giudicato da meno di dieci anni per i reati di  cui all’art. 7, comma 3, del Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019 e successive modificazioni e integrazioni, e dei commi 1 e 2 dello stesso articolo.

Reddito di cittadinanza, chi può perdere la prestazione

Reddito di cittadinanza (Facebook)

Il comma 3 dell’articolo 7 del decreto di istituzione del reddito di cittadinanza fa riferimento esplicitamente alle condanne definitive per il reato previsto dall’articolo 640 bis del Codice penale, cioè alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Ne consegue la revoca immediata del sostegno con efficacia retroattiva da parte del’INPS  e l’obbligo per il beneficiario alla restituzione di quanto percepito indebitamente. Il reddito di cittadinza non potrà essere richiesto prima che siano trascorsi dieci anni dalla condanna.

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Si ricorda inoltre che i commi 1 e 2 dell’articolo 7 del D.L.  28 gennaio 2019 n.4 citano le condanne definitive per chiunque abbia utilizzato dichiarazioni e documenti falsi, non veri, abbia omesso informazioni dovute.  Oppure sia condannato per mancate comunicazioni della variazioni del reddito o del patrimonio, rilevanti ai fini della riduzione o revoca del beneficio. Anche in tali casi si ha l’annullamento immediato del sostegno e obbligo alla restituzione di quanto indebitamente percepito.

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L’INPS sottolinea come lo scambio di informazioni tra le istituzioni coinvolte nel protocollo avviene nel totale rispetto della normative a tutela della privacy, attraverso nuove tecnologie e competenze. L’obiettivo del potenziamento dei controlli e dello scambio di informazioni rappresenta per l’INPS una garanzia per l’efficienza del servizio a favore dei diritti dei cittadini.

Pubblicato da
Vincenzo Pugliano