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La Corte UE condanna l’Italia per violazione dei limiti di qualità dell’aria

Come riporta anche il comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale di Legambiente, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha dichiarato l’Italia inadempiente per il mancato rispetto dei valori limiti annuali di alcune sostanze inquinanti molto pericolose

Superati ancora i limiti OMS (foto Adobe)

Nello specifico questa violazione che viene definita sistematica e continuativa riguarda il biossido d’azoto. La condanna da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea prende però di mira non soltanto il fatto che non sia stato rispettato il valore prefissato per questo inquinante ma anche perché dal giugno del 2011 non sono ancora state messe in campo delle norme che costringano il valore di NO2 a rientrare nei limiti.

Secondo Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente, si tratta di una “ennesima dimostrazione che l’Italia non è uscita dalla logica dell’emergenza e delle scuse e che il problema dell’inquinamento atmosferico è ancora lontano dall’essere risolto“.

Sempre il direttore generale di Legambiente sottolinea come anche stando a quanto riportato dalla Società Italiana di Medicina Ambientale il nostro Paese abbia il triste primato in Europa per numero di morti premature che è possibile attribuire all’inquinamento atmosferico. Si parla di 90mila decessi l’anno che, continua Zampetti, si traducono in una spesa che può arrivare anche a 142 miliardi di euro mettendo insieme quelli che sono gli aggravi fiscali maggiori per la sanità e le giornate di lavoro perse.

Ma “le morti premature sono solo la punta dell’iceberg del problema sanitario connesso con l’inquinamento atmosferico“, un problema che continuerà a riguardarci e a trasformarsi per il nostro Paese in altre infrazioni soprattutto nel momento in cui l’Unione Europea rivedrà i limiti di esposizione agli agenti inquinanti secondo le nuove indicazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questi nuovi limiti sono ancora più stringenti di quelli attualmente previsti nei Paesi dell’Unione Europea.

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Per ricordare la situazione che potremmo definire disastrosa delle città italiane per quello che riguarda l’inquinamento atmosferico, vale anche la pena ricordare il nuovo report pubblicato proprio da Legambiente e dal titolo illuminante: “Mal’aria di città. Quanto manca alle città italiane per diventare clean cities”.

Per il report sono infatti state analizzate 102 città italiane e nessuna è in grado di scendere entro i limiti previsti dall’OMS per le quantità di PM10, PM2,5 e NO2. E se la maggiore quantità di biossido di azoto proviene dai motori diesel, è anche bene ricordare quanto riportato da ISDE riguardo l’inquinamento dovuto ai sistemi di riscaldamento domestici che genera una spesa media annua pari a 180 euro per famiglia. Quella dell’inquinamento è quindi una questione che ci riguarda in ogni aspetto della nostra vita quotidiana e che va affrontata come tale.

Pubblicato da
Valeria Poropat