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Salute

Anche i bambini sono consumatori compulsivi, il fenomeno si chiama Nag Factor

Deriva da un concetto pubblicitario, ma nella prassi si esplica con l’assillo continuo di un bambino o di un minore per ottenere l’oggetto desiderato

(unsplash)

Il desiderio, si sa, è il fattore alla base del consumo. Attenzione, non il bisogno, ma il desiderio. Questa è storia vecchia, che risale almeno agli inizi del secolo scorso; ma sollecitare il desiderio è ancora la strategia pubblicitaria di maggior successo per vendere un prodotto. Il desiderio si accende quando si ha la percezione che una merce non sia superfua ma essenziale, che diventi un bisogno impellente. E questa è la logica del consumismo compulsivo.

Erroneamente, si tende a pensare che questo impulso irrefrenabile sia un’esclusiva degli adulti che possiedono le risorse economiche per soddisfare i propri desideri consumistici, o per farli soddisfare da altri, ma non è così. Autori come McDermott e Goldstein, psicologi di calibro internazionale, hanno descritto il fenomeno del desiderio compulsivo di consumo da parte dei bambini come il “Nag Factor”, o meglio il fattore assillo.

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La peculiarità di questo fattore è la capacità che il bambino ha di tormentare il proprio genitore per ottenere ciò che gli sembra indispensabile, conscio che l’assillo sia un ottimo viatico essere accontentati. A differenza di un adulto un bambino risponde a degli stimoli prettamente emotivi, e quando la mancanza dell’oggetto del desiderio diviene insopportabile prova dell’autentica sofferenza.

Ovviamente il tormentone delle pubblicità a cui un minore è esposto contribuisce ad incrementare il fattore assillo. Come si legge in un articolo tratto dalla rivista State of Mind, “il piccolo recepisce dalla pubblicità che determinati prodotti sono per lui e non accetta che l’adulto gli neghi tale possesso, considerandolo “cattivo” se ciò dovesse avvenire. Il genitore sarà costretto ad attuare delle contro-mosse convincendo i figli a rispettare la loro scelta educativa”.

E che influsso avrà l’instaurarsi di questo potenziale manipolatorio sulla vita di un minore? Secondo la rivista, il Nag Factor diminuisce e si depotenzia con il passare del tempo e con la crescita, ma a parere di chi scrive, svezzare così presto un essere umano con le trappole del consumo sfrenato non può non creare strascichi nella formazione della personalità di un individuo.

Pubblicato da
Giulia Borraccino