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Associazioni

Save the Children, un programma contro la dispersione scolastica in Italia

L’associazione, in collaborazione con le università, ha inaugurato un progetto di tutoring per gli studenti ad alto rischio di dispersione scolastica. I tutor sono volontari del mondo accademico

(pixabay)

Save the Children annuncia un programma dal nome “Volontari per l’educazione” per raggiungere gli studenti che sono a rischio dispersione scolastica o che nella scuola dell’obbligo abbiano conseguito un livello di apprendimento molto basso. Questo progetto è servito a supportare il lavoro delle scuole ed è stato portato avanti da numerosi volontari su tutto il territorio italiano.

Le segnalazioni sono arrivate dagli insegnanti, e grazie ai volontari, finora l’associazione è riuscita a raggiungere oltre 1.500 studenti in difficoltà. Per questi ragazzi, che vivono in zone disagiate del paese o che hanno alle spalle una condizione familiare difficile, anche solo affrontare l’esame di terza media diventa un’impresa difficile.

Il servizio di tutoraggio individuale, ad opera di volontari che con la buona volontà hanno supplito alle carenze dell’istituzione scolastica pubblica, è stato essenziale per individuare i punti nodali che impediscono allo studente di acquisire le nozioni minime di apprendimento.

Secondo una stima Invalsi il livello insufficiente di preparazione in italiano, matematica ed inglese, è cresciuto dal 7% al 9,5%. I tutor, a maggior presenza femminile, sono stati formati nelle università che hanno aderito al progetto. Hanno offerto percorsi educativi e formativi di 36 ore individuali o in piccoli gruppi online, ed hanno già conseguito numerosi miglioramenti dell’apprendimento degli studenti.

Il progetto di Save the Children è meritevole, e rende sempre più palese quanto l’organizzazione della società civile sia necessaria a compensare le carenze del sistema pubblico, come nel caso dell’istruzione, che negli ultimi decenni in Italia è passata dall’eccellenza allo sfacelo.

In questo discorso si dovrebbe concedere una riflessione più approfondita anche al sistema di valutazione degli studenti.

L’istruzione non è solo voto. La valutazione, sistema per determinare il grado di apprendimento, è diventato da decenni il focus del sistema scolastico, con valore anche nell’accesso alle università. Ma dato che la valutazione è soggettiva, non esiste un sistema “vero” per “giudicare” uno studente, anche se dei tentativi sono stati fatti con dei questionari all'”avanguardia” pedagogica.

Di conseguenza la valutazione negativa inciderà sulla condizione psicologica dello studente e sulla percentuale di dispersione scolastica. Esiste una grande differenza tra grado di apprendimento soggettivo e valutazione. Il secondo è utile ai fini della carriera scolastica, il primo è utile alla vita, ed alla capacità di sviluppare un pensiero critico personale.

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Ma per fare ciò è necessario anche sviluppare un sistema di apprendimento individuale che dovrebbe (sempre meno) essere garantito dalle scuole.

Pubblicato da
Giulia Borraccino