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Greenpeace accusa Coca-Cola, Pepsi e Nestlè: ostacolano le leggi sull’abolizione della plastica

Nascondono i loro legami con le aziende dei combustibili fossili e petrolchimiche

(Getty Images)

Si legge nel nuovo report di Greenpeace: “Per molto tempo, le multinazionali che impiegano grandi quantità di plastica usa e getta nei loro prodotti hanno cercato di nascondere i legami con le aziende dei combustibili fossili e con l’industria petrolchimica. La nostra investigazione svela che invece hanno obiettivi comuni e continuano a inquinare il pianeta. Se le aziende come Coca-Cola, PepsiCo e Nestlé avessero realmente intenzione di proteggere l’ambiente e le persone, dovrebbero immediatamente porre fine all’alleanza con l’industria dei combustibili fossili e abbandonare il monouso nei loro prodotti”. Le multinazionali sono le prime indagate da Greenpeace per l’aumento vertiginoso di plastica nel pianeta. Secondo l’associazione, se si manterrà questo regime, la produzione di plastica monouso si triplicherà entro il 2050. Oltre all’ovvio inquinamento derivato dai materiali plastici, che non si degradano nell’ambiente, questo incremento causerà anche un notevole aumento di CO2 nell’atmosfera, in direzione contraria agli accordi di Parigi, che mirano a contenere ed annullare le emissioni.

L’Italia è tra i maggiori consumatori di plastica monouso del pianeta. Terza dopo Messico e Thailandia e prima al livello europeo. Si stima che ogni anno nel belpaese vengano utilizzate e gettate oltre 11 miliardi di bottiglie di plastica. Greenpeace rincara la dose contro le multinazionali asserendo che la pubblicità di riciclo della plastica sia solo uno specchietto per le allodole. In realtà sarebbe un espediente per non trovarsi soggette alle leggi di limitazione nell’utilizzo di plastica da imballaggio. Continua il report The Climate Emergency Unpacked: “Queste realtà produttive hanno unito gli sforzi per ostacolare l’introduzione di nuove leggi in grado di limitare l’uso di imballaggi e hanno sostenuto progetti di “riciclo chimico o avanzato” che ancora restano sulla carta. Inoltre, le industrie del monouso e delle fonti fossili fanno parte di gruppi di facciata che ancora oggi sostengono queste false soluzioni”.

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Pubblicato da
Giulia Borraccino