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Monete rare, questo 50 centesimi vale oltre 2.000 euro

Controlla subito se ce l’hai: potresti farti un regalo enorme di cui non immaginavi nemmeno. Ecco come riconoscerlo 

Sapete che esistono delle monete rare, le quali valgono un vero e proprio tesoretto, e che fanno ogni giorno il giro del mondo tra l’inconsapevolezza generale. Magari più di una volta qualche pezzo è capitato anche tra le vostre mani e non avete avuto minimamente idea dell’importanza del pezzo.

Fondamentalmente sono tre gli elementi che rendono speciale una moneta. Il primo è un errore di conio, ovvero una difetto di produzione direttamente dalla Zecca di Stato. Essendo rari poiché i controlli sono serratissimi, e in quanto avviene l’immediato ritiro di quei pezzi difettosi appena compreso l’errore, possederne uno nonostante tutto diventa un’impresa ardua e che i collezionisti sono disposti a pagare a peso d’oro.

Un’altra caratteristica che rende una moneta parecchio appetibile è il caso in cui questa sia stata prodotta in edizione limitata, quindi con un ristrettissimo numero di esemplari, per la commemorazione di un evento storico come l’anniversario di una nazione o di un personaggio in particolare. In questo caso, più si va avanti negli anni e e più si restringe il cerchio con sempre meno pezzi disponibili tra quelli venduti e altri perduti.

Hai questo 50 centesimi? Ti faresti un super regalo

Infine, ma non di minor importanza, ci sono anche delle monete appartenenti a un’epoca passata e che proprio per questo oggi valgono tantissimo.

Pensateci solo un attimo: se una monetata rara di questo decennio diventa difficile da trovare oggi e vale tantissimo, figuriamoci un denaro raro di molti decenni prima o addirittura di un altro secolo.

E da quest’ultimo punto di vista attenzione in particolare al 50 centesimi di Carlo Felice. Parliamo nella fattispecie di lire, in particolare della prima moneta da 50 centesimi coniata dal Regno di Sardegna: fu lo stesso re rappresentato che decise di far produrre tale pezzo.

Queste monete sono in argento, con contorni lisci e assi alla francese, e presentano un diametro di 18 millimetri per 2.5 grammi di peso. Riconoscere tale denaro è semplice: da un lato c’è il voto del sovrano di profilo, dall’altra lo stemma della casata e sono state prodotte sia dalla zecca di Torino che quella di Genova successivamente.

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Tuttavia è l’anno di produzione da cui dipenderà il vostro guadagno. Quelle prodotte a Torino dal 1825 al 1828 valgono infatti tra i 700 e i 900 euro, compresa quella di Genova del 1827. Tutte le altre invece, come assicurano gli esperti, possono portarvi un guadagno di oltre 2.000 euro se vendute sui siti di aste on line. Ritrovare pertanto un pezzo del genere a casa di un nonno o uno zio, o magari direttamente a casa, potrebbe significare un grosso e inaspettato regalo.

Pubblicato da
Redazione Consumatore