Reddito di cittadinanza, l’incredibile errore in legge di bilancio

La legge di bilancio con l’intento di modificare il reddito di cittadinanza per il 2023 ha eliminato delle ipotesi di reato

Reddito di cittadinanza (Unsplash) – consumatore.com

E’ ben noto che il reddito di cittaidnanza terminerà il suo percorso quest’anno. A partire dal 2024, infatti, il nuovo parlamento e la nuova legislatura presenteranno una riforma sostitutiva della misura di sostegno. La nuova norma andrà in vigore il nuovo anno e nel frattempo c’è stato un intervento che ha portato già ad alcune modifiche per il 2023.

Infatti, è ben noto che il reddito di cittadinanz asarà percepito per l’intero 2023 soltanto da persone con i carico minori, o fragili o over 59 anni. Tutti gli altri sono considerati occupabili dall’età di 18 a 59 anni e per questo motivo per loro il reddito di cittadinanza del 2023 durerà soltanto sette mesi dalla data in cui viene riconosciuto o rinnovato e fino al termine ultimo del 31 dicembre 2023 e non oltre.

Reddito di cittadinanza, cancellati i reati

Reddito di cittadinanza (Unsplash) – consumatore.com

Tuttavia, la legge di bilancio 2023 ha attuato delle modifiche che erroneamente hanno eliminato norme che facilitano i cosiddetti furbetti. Infatti, per errore sono state cancellate le norme penali che si innescano quando il percettore del reddito non comunica il cambiamento delle condizioni Isee all’ente erogatore, ossia l’Inps.

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Il governo vuole correre in fretta ai ripari con un decreto legge per colmare il vuoto creatosi erroneamente. Intanto, il primo effetto della scoperta è stato l’addio all’intero consiglio di amministrazione di Anpal servizi che gestisce il reddito di cittadinanza tra gli altri. Il mandato era ancora in corso per due anni e il metodo non ha convinto le opposizoni secondo le quali andava in ogni caso attesa la scadenza in quanto si tratta di una società pubblica.

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Intanto è stato presentato un emendamento da Azione, partito che non sostiene il governo, per introdurre nuovamente i reati erroneamente eliminati dalla legge di bilancio. Si tratta nello specifico del reato di indebita appropriazione del reddito che comporta il carcere da due a sei anni.