Pronti 100.000 Euro di soldi pubblici per rifarsi l’ufficio: il caso

Il sindaco è pronto a rifarsi l’ufficio compresi gli arredi spendendo una cifra che fa scoppiare la polemica

Il sindaco spende 100.000 euro per l’ufficio ( Adobe) – Consumatore.com

In tempo di inflazione e con le persone che vedono ridursi il proprio potere di acquisto giorno dopo giorno ormai da un anno fa accendere i riflettori sul modo in cui vengono spesi i soldi pubblici. Infatti l’Italia è un paese in cui la pressione fiscale raggiunge livelli molto alti.

Tuttavia, i servizi corrisposti non sono adeguati a quanto viene chiesto ai cittadini di versare direttamente o indirettamente. Oltretutto, in questo periodo l’economia sta attraversando una fase difficile. Si cerca un nuovo equilibrio tra spese, stipendi, compensi poiché l’inflazione ha toccato livelli alti e sono saltati tutti i riferimenti monetari.

Il sindaco rifà l’ufficio spendendo 100.000 euro

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Il sindaco spende 100.000 euro per l’ufficio ( Adobe) – Consumatore.com

In questo scenario in cui si cerca a fatica di capire quanto occorre guadagnare per fare questa o quella cosa o semplicemente per vivere fa molto clamore osservare alcune spese di danaro pubblico. Infatti, nel piccolo comune balneare di San benedetto del Tronto ha fatto molto clamore una decisione del primo cittadino.

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Il sindaco, infatti, ha programmato una spesa di rinnovo dell’ufficio del valore di 100.000 euro totali, di cui 6.000 come prima rata. I lavori riguardano in particolare la segreteria del sindaco. La riqualificazione riguarda una diversa dislocazione degli uffici e un rinnovo degli arredi allo scopo di migliorare la qualità e la funzionalità degli uffici.

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Tuttavia, l’opposizione ha gridato allo scandalo anche perché, a loro dire, non sono stati fatti dei confronti ma è stata affidato il lavoro direttamente ad un geometria. Questione, tuttavia, lecita visto che in origine il codice degli appalti pubblici prevedeva un limite massimo di 40.000 euro per i lavori affidati in via diretta da parte degli enti pubblici, ossia senza passare per gara. Già dal 2018 questo limite è stato spinto a 150.000 euro e proprio da qualche settimana il nuovo governo Meloni ha portato a 500.000 euro il limite massimo di affidamento di lavori in maniera diretta da parte delle amministrazioni.