Pensioni, taglio rivalutazioni previste da gennaio: ecco per chi

Intervento in legge di bilancio anche sulle rivalutazioni delle pensioni previste a partire dal mese di gennaio

Pensioni INPS aumenti
Pensioni INPS (Foto Pixabay)

A partire da gennaio i pensionati erano in attesa di ricevere la rivalutazione delle pensioni. Infatti, la normativa prevede l’adeguamento degli assegni al tasso d’inflazione dell’anno precedente. Vista l’inflazione elevata del 2022 per il nuovo anno i pensionati attendevano un corposo aumento.

Il governo, però, è intervenuto sulle rivalutazioni effettuando dei tagli in vista dell’approvazione della legge di bilancio. Infatti, le risorse della legge sono state concentrate soprattutto sui sostegni al caro bollette con l’aumento del credito d’imposta per le imprese fino al 35% e la conferma dell’aumento dell’Isee a 15.000, già impostato dal precedente esecutivo, per lo sconto in bolletta per le famiglie.

Pensioni, arriva il taglio delle rivalutazioni

pensione reversibilità revoca
Pensione, taglio rivalutazioni (Foto Pixabay)

Tuttavia, mancavano le risorse per confermare le norme temporanee di uscita dal mondo del lavoro in anticipo rispetto alla legge Fornero. Per questi casi Quota 102 è diventata Quota 103 e Opzione donna ha avuto delle modifiche. Per reperire le risorse sono state tagliate le rivalutazioni delle pensioni a partire da 1670 euro nette al mese.

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Infatti, l’attuale normativa di rivalutazioni delle pensioni in base all’inflazione prevede un adeguamento al 100% al tasso di inflazione per gli assegni che arrivano a 4 volte al minimo Inps, fissato in 525,38 euro; al 90% per i trattamenti compresi tra 4 e 5 volte il minimo e al 75% per le pensioni sopra la soglia di 5 volte il minimo.

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Il taglio va a colpire la fascia media e alta. Infatti, chi tocca i 5.000 euro lordi al mese di pensione avrà una rivalutazione del 35% con un taglio netto. Questa operazione oltre a finanziare Quota 103 e le altre opzioni per uscire dal lavoro prima dei 67 anni previsti dalla legge Fornero ha portato anche ad aumentare la percentuale di rivalutazione delle pensioni minime. In tal modo, infatti, le pensioni minime avranno una rivalutazione del 120% pari ad un aumento di 45 euro al mese, lontani tuttavia dai 1.000 euro al mese per le pensioni minime indicati come obiettivo in campagna elettorale.