Gestione Separata INPS: il 30 novembre è una giornata nera

Si avvicina una della date dell’anno fiscale che mette più in apprensione agli iscritti alla Gestione separata dell’INPS. Ecco qual è e perché fa paura

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Gestione Separata INPS (Foto Adobe Stock)

In questi giorni è al centro del dibattito politico ed economico il primo consistente atto operativo del Governo guidato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’atto è, ovviamente, il varo della manovra finanziaria. Una manovra dal valore complessivo di 35 miliardi di euro, in origine dovevano essere 32.

Una manovra che per circa 21 miliardi serve a coprire i costi degli interventi per la riduzione delle bollette fuori controllo e per i restanti 14 per interventi sulle pensioni, siano esse perequazioni o possibilità di andare in quiescenza, sulla riduzione dell’IVA per i beni primari, per sanità e tregua fiscale.

E a proposito di IVA è stato fatto un passaggio, ritenuto fondamentale, per alzare il livello di reddito dei lavoratori autonomi che possono usufruire della flat tax del 15%. Il vecchio limite era 65.000 euro ora si sale a 85.000. Ma in attesa che il nuovo regime sia operativo è sempre in vigore quello vecchio.

Gestione separata INPS, il terribile 30 novembre

E quello vecchio presuppone che il 30 di novembre sia una data terribile. Il prossimo mercoledì, infatti, scade l’acconto dei contributi per coloro che sono iscritti alla Gestione separata INPS.

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Acconto che va versato a seconda delle diverse aliquote che vanno dal 35,03% per chi non è assicurato in altre forme pensionistiche al 24% di chi è già titolare di pensione o con altra tutela obbligatoria

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L’acconto riguarda tutta una serie di professionisti che quando hanno aperto la Partita IVA non avendo una cassa specifica dove versare i contributi hanno aderito alla Cassa per la gestione separata dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, l’INPS.

Questi lavoratori sono essenzialmente i Co.Co.Co collaboratori coordinati e continuativi, i venditori a domicilio che hanno maturato un reddito superiore ai 5.000 euro lordi, gli spedizionieri doganali, gli amministratori locali e tutta quella serie di collaboratori che hano reddito oltre i 4999 euro lordi.

L’acconto va versato con modello F24 utilizzando uno dei due codici a disposizione, il P10 riservato ai professionisti iscritti ad altre forme di previdenza o già pensionati, il P seguito dalle due cifre specifiche del settore commerciale per i professionisti non iscritti ad alcune previdenza obbligatoria