Bonus 150€ dipendenti, servirà l’autocertificazione per averlo?

I dipendenti del settore pubblico e privato riceveranno un bonus da 150 euro se soddisfano dei requisiti. Ma dovranno presentare anche una autocertificazione?

bonus 150 euro
bonus 150 euro (Foto Adobe)

Il Dl Aiuti ter emanato dal governo Draghi prevede un nuovo incentivo per pensionati, lavoratori del settore pubblico ed autonomo e percettori di Reddito di Cittadinanza oltre che Naspi. Si tratta di un bonus da 150 euro una tantum che aiuterà gli italiani in questo particolare periodo storico che stiamo vivendo.

L’inflazione e l’aumento delle materie prime con il conseguente aumento delle bollette stanno mettendo a dura prova le tasche degli italiani e, con l’avvicinarsi dell’inverno, la situazione non sarà di certo destinata a migliorare. Se i pensionati riceveranno il bonus in automatico sulla pensione, non sarà lo stesso per i dipendenti pubblici.

Bonus 150 euro per dipendenti, serve presentare l’autocertificazione?

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bonus 150 euro (Foto Adobe)

I lavoratori ed i dipendenti pubblici con retribuzione mensile fino a 1.538 euro nel mese di novembre riceveranno il bonus da 150 euro una tantum previa presentazione di apposita autodichiarazione. Le modalità di erogazione dovrebbero essere quelle già usate per il bonus da 200 euro ma, questa volta, il bonus ha importo più basso ed è riservato ad una platea più ristretta di beneficiari.

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Per questa tipologia di lavoratori il bonus sarà semi automatico: ad erogarlo sarà sempre il datore di lavoro in busta paga ma solo dopo aver acquisito l’autodichiarazione sul possesso dei requisiti. Con molta probabilità l’autodichiarazione che dovranno firmare i lavoratori dipendenti sarà molto simile a quella precedente per i 200 euro.

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Per ricevere il bonus bisogna soddisfare i seguenti requisiti: non essere titolare di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il 30 giugno 2022. 

Non bisogna far parte di un nucleo familiare beneficiario di Reddito di cittadinanza;
non essere destinatario/a della stessa indennità pagata da un altro datore di lavoro;
avere una retribuzione imponibile nella competenza del mese di novembre 2022 non eccedente l’importo di 1.538 euro. Per tutti i dettagli operativi è necessario attendere prima il testo del provvedimento in Gazzetta Ufficiale e poi le indicazioni dall’INPS.