Quanto guadagna Maria Sole Ferreri Caputi, arbitro di Sassuolo-Salernitana?

La livornese Maria Sole Ferreri Caputi è il primo arbitro a dirigere una partita di serie A: ecco il suo guadagno

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Dopo la pausa per la Nazionale ricomincia il campionato di Serie A e, nella sfida di domenica 2 ottobre si affronteranno il Sassuolo e la Salernitana. Questa partita è andata subito sotto la luce dei riflettori dal momento che ad arbitrarla non sarà un uomo ma una donna: Maria Sole Ferreri Caputi.

La Ferrieri Caputi è di fatti la prima donna arbitro della Serie A ed ha esordito nel massimo campionato in Italia lo scorso anno, per una partita di Coppa Italia. Si tratta di una novità molto importante per il calcio italiano che finalmente pone fine ad una delle ennesime discriminazioni di genere tra uomini e donne.

Mari Sole Ferreri Caputi: ecco quanto guadagna

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Dopo l’accordo tra Figc e Lega di Serie A che permette al calcio femminile di diventare uno sport professionistico, finalmente ha fatto la sua comparsa anche il primo arbitro donna della storia d’Italia. Maria Sole Ferrieri Caputi potrebbe dirigere in maniera costante i match della Serie A proprio a partire da questa stagione calcistica.

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Maria Sole Ferrieri Caputi, di 32 anni, ha dei parametri eccellenti così come riferito dall’Associazione Nazionale Arbitri. Lo scorso anno è stata la prima professionista a dirigere una squadra di Serie A, il Cagliari, ma quella partita era valevole per la Coppa Italia, precisamente per i sedicesimi di finale. Ma quanto guadagna un arbitro donna di serie A?

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La Ferrieri Caputi è laureata in Sociologia e oltre che essere arbitro di calcio ha un impiego a Bergamo in un centro studi di diritto del lavoro. Ma qual è il suo guadagno dirigendo le partite di calcio? Mediamente un arbitro percepisce circa 3.800 euro lordi a partita, a cui vanno aggiunti i rimborsi spese legati al viaggio e l’alloggio. Agli assistenti e agli addizionali vanno invece circa mille euro, mentre al quarto uomo circa cinquecento.

Ci auguriamo quindi che lo stipendio della Ferrieri Caputii sia uguale a questa cifra riservata ai suoi colleghi uomini. Oltre alle qualità tecniche, la Caputi ha anche la predisposizione giusta per un ruolo che sta profondamente cambiando e per il quale oggi è fondamentale fare squadra, visto che la figura del direttore di gioco come uomo solo al comando non esiste più.