Cosa devono sapere i pensionati che hanno prestiti o mutui in corso

Ecco come accorgersi se la mancata puntualità del pagamento della rata è stata resa di pubblica conoscenza. Vediamo i dettagli

Cosa devono sapere i pensionati che hanno prestiti o mutui
Pensione INPS (Foto Adobe)

Accade spesso che alcuni soggetti, raggiunti i requisiti pensionistici non desiderino – in controtendenza rispetto ad altri a pari condizioni – di congedarsi dal posto di lavoro e dalla carriera professionale, per vivere finalmente l’ultima parte della propria vita in tranquillità e pace. In effetti, la ragione è di tipo economico: mediante lo stipendio generalmente si percepisce una somma maggiore rispetto al rateo della pensione. 

Quello della pensione non è certamente un traguardo da poco, ma bisogna constatare che, in alcuni contesti, la fase dell’esistenza più titolata al riposo, dedicando ad altre attività i personali interessi primari, non si accompagna tout court con un adeguato importo necessario per la sussistenza; un aspetto questo, legato al numero di anni contributivi raccolti, ma non di secondaria importanza è la retribuzione non sufficiente a garantire un accantonamento dignitoso.

Cosa devono sapere i pensionati con prestiti o mutui in corso: si corre questo rischio in caso di inadempienza

Cosa devono sapere i pensionati che hanno prestiti o mutui
Pensione INPS (Foto Adobe)

Dato altresì un cosiddetto “ritardo” nel raggiungimento degli obiettivi esistenziali (come l’acquisto di una casa e l’eventuale contingenza di una famiglia), dovuto – ad esempio – ad un’entrata più matura nel mondo del lavoro, il cammino pensionistico può essere caratterizzato da una lunga restituzione del debito contratto a titolo di mutuo, oppure per un prestito transitorio.

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In considerazione dei tempi, davvero molto duri per un buon numero di soggetti, non è escluso che un interessato possa non riuscire a pagare la rata di un finanziamento per l’acquisto di una casa, o di qualsiasi altro tipo di restituzione del denaro. L’istituto di credito attiva, nei casi specifici, la procedura di recupero delle somme: non sono previste soltanto intimazioni di pagamento, ma il tutto è preceduto da una ripianificazione dei pagamenti.

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Infine, però, sopraggiunge il rischio ultimo: la segnalazione come cattivo pagatore. Essa avviene tramite l’istituto che ha erogato il finanziamento, il quale avvisa la Centrale Rischi della Banca d’Italia e le centrali rischi private, ossia le SIC, Sistemi di informazioni creditizie. A queste due istituzioni, l’inadempiente debitore può rivolgersi se vuole sapere di una eventuale segnalazione della sua identità, accedendo alle banche dati dei rispettivi servizi online. Per stare più tranquilli, analogamente ai dipendenti pubblici o privati, si può fare affidamento allo strumento della cessione del quinto: la rata verrà versata direttamente dall’ente pensionistico e non dal titolare del prestito.